Agrigento: partiti sotto vuoto quasi al bivio
ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, PRIMO PIANO domenica, marzo 29th, 2015Campagna elettorale ad Agrigento partita presto e con troppi veleni, dove sta uscendo fuori prepotentemente tutta la debolezza dei partiti e dei politici che li rappresentano.I partiti nel bene o nel male sono stati un baluardo della nostra repubblica,hanno rappresentato sempre qualcosa, uno spaccato della società, delle passioni e dei malumori della gente.Adesso in questo passaggio alla terza repubblica rischiano di rottamarsi per mancanza di solidità.Sono fortemente sottopeso, tranne la ventata renziana tant’è vero che il Pd da più parti viene chiamato PdR per la supremazia e la risolutezza nell’azione del Premier Renzi e del Renzismo che fagocita rapidamente nel suo magnete politici trasversali alla rincorsa del potere e sono sottoposti al suo volere e al suo cerchio magico.In queste amministrative ad Agrigento il verbo renziano non è arrivato, forse conosce poco le dinamiche delle periferie dove il concetto di partito nazione è lontano, ma all’ombra dei templi,se dovesse farsi un giro, troverebbe un partito che ha pochissima autorevolezza e pochissima voglia di ricambio o rottamazione.I cacicchi di provincia non trovano legittimazione né all’interno della segreteria né fanno breccia al cuore degli iscritti.Quello che è successo dopo le primarie ad Agrigento dimostra che il Pd è un partitino, non riesce ad esprimere una linea politica e una nuova classe dirigente, l’esperimento Bellini è stato un fallimento che ha portato a conseguenze scontate.Il partito per avere forma, peso e progetti deve far crescere giovani che devono rischiare di più, essere schiacciati dai maggiorenti non fa sbocciare una classe dirigente che sia in grado di scalzare i vecchi dirigenti. I giovani forse mancano di coraggio, certo le critiche indirizzate a Zambito ci sono state, ma ora devono dimostrare che ci sia una alternativa a quella linea, non si possono accettare le primarie fatte con pezzi di centrodestra camuffati nel Patto per il Territorio.Perchè la critica è legittima,se si ha il coraggio di proporre un’idea di governo e amministrazione locale partendo da un concetto di politica e partito che sappia penetrare nel sentire non solo dell’iscritto ma di chi vota per il partito democratico.Alla fine se Alessi che pur ha vinto una competizione schiacciando il candidato democratico non rientra nei piani dei circoli cittadini,gli stessi iscritti devono essere consequenziali dando dei suggerimenti al segretario e alla deputazione per cambiare verso e candidato con coerenza.Noi pensiamo che il problema sia più profondo di accantonare Alessi, si deve strutturare meglio il partito dal basso.I partiti attecchiscono sul territorio se hanno una linea, se hanno una soluzione ai problemi cittadini, il segretario cittadino o provinciale poi non può che essere la sintesi delle istanze che portano i tesserati e i simpatizzanti.Oggi il Pd ad Agrigento e a catena in tutta la provincia non sembra godere di un cambio di passo, da Agrigento passando per Raffadali e in altre realtà non ha unità e slancio, l’impressione è che sia diviso ancora in correnti e poco unito nelle decisioni importanti.L’ultima trovata di candidare Capodicasa, il quale non ha ancora dato nessuna conferma, dimostra che c’è un vuoto generazionale.Comunque una cosa va detta: almeno c’è la consapevolezza che c’è una crisi nel partito.Andando al Ncd del Ministro dell’Interno Alfano, la situazione appare ancora più incerta.Un partito nato da poco e che in vista delle amministrative di maggio rimane in totale silenzio,disorienta l’elettorato che non trova una linea da seguire.Non c’è un dibattito,una dialettica,un gruppo dirigente che dica nulla,gli ex consiglieri comunali non hanno preso alcuna posizione.L’unica notizia che si percepisce è che Firetto, il candidato che per la rinascita della città parte dal progetto civico, lancia messaggi al Ncd guardando agli elettori ma non ai simboli di partito.La cosa dovrebbe scatenare un dibattito nella base dei circoli?Negli stessi parlamentari del partito,nei giovani alfaniani sul territorio, nello stesso Ministro, invece nulla, un silenzio tombale.Sembra strano che un partito che governa a Roma con Renzi,che ha scelto di salvare l’Italia con il leader e ministro agrigentino,stia in posizione supina senza nessun sussulto.Anche qui non si vede la nuova classe dirigente lanciare una proposta per governare la città, dare un contributo per la crescita amministrativa ed economica comunale.Nulla di nulla.Tutto ciò dimostra che per la prima volta in città oltre la crisi finanziaria, amministrativa e sociale, c’è una crisi fortissima nei partiti.Eppure lo stesso Alfano in quelle rarissime visite aveva rassicurato tutti, il Ncd avrà una segreteria provinciale, una macchina che sia visibile ed appetibile per fare incontrate e discutere con la base, a oggi a parte le parole, il nulla.Forse il più realpolitik è Firetto che ha capito che pur non incarnando il nuovo della politica, questa campagna elettorale si vince coinvolgendo i movimenti, le associazioni, gli esercenti e i giovani e chiede ai partiti di deporre i loro simboli e di sposare il suo progetto secondo la sua linea che parte dalla capacità di amministrare del singolo senza l’aiuto dei partiti.Certo che se i partiti si nascondono sotto liste civiche, a questo punto ad Agrigento sono sotto vuoto e rappresentano il fallimento degli uomini degli stessi partiti che non riescono ad essere punti di riferimento sul territorio.Aspettiamo di essere smentiti, il loro silenzio a oggi però è una conferma che i partiti stanno vivendo una crisi strutturale e di aggregazione che ad Agrigento ha toccato picchi record.Se il Ncd e il Pd saranno delusi dal responso elettorale, i loro leader dovranno rimboccarsi le maniche e ritornare a fare realmente politica sul territorio.
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Un altro osannante di Firetto, il vecchio del vecchio, non tanto per una questione generazionale quanto per la sua concezione della società e della politica. Cos’ha di nuovo e fresco questo signore? L’amore per le energie non rinnovabili e per i rigassifcatori, ormai in fase di abbandono ovunque per gli alti costi e per problemi di sicurezza? L’amore per il petrolio, con annesse trivellazioni nel catino del Mediterraneo? Le sue compromissioni col sistema di potere politico-mafioso (Cuffaro) sono una garanzia per un sano sviluppo della città? Sarebbe interessante vedere a che punto é la raccolta differenziata dei rifuti a Porto Empedocle, decantata come la città dei miracoli per un maquillage che ineressa qualche centinaio di metri di porzione urbana esposta alla vista dei visitatori.
O è un modello di nuova politica quello di andare a caccia di potenziali avversari per aggregarli al suo carro, siano essi di destra, di centro o di sinistra? Questa propensione viene presentata, in modo del tutto interessato, come capacità di apertura alla società civile, ai movimenti e bla bla bla; io penso che bisogna vedervi, invece, l’incarnazione della peggiore antipolitica, fatta di promesse e ammiccamenti qualunquistici volti a conquistare il consenso di qualche buontempone che di giorno fa l’indignato e di notte é alla ricerca di un posto al sole, foss’anche un posticino piccolo piccolo.
M5S unica alternativa