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“Girgenti Acque”, assolto Totò Petrotto

Il 21 maggio 2015 la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a carico dell’ ex sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, emessa dalla Corte d’Appello di Palermo il 9 gennaio 2014. E a sua volta, il 9 gennaio 2014 la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza che il 19 gennaio 2012 il Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, ha emesso a carico di Petrotto, condannato a 4 mesi di reclusione, pena sospesa, per istigazione alla corruzione, a fronte dell’ imputazione iniziale, poi derubricata, di concussione a danno di Girgenti Acque. Salvatore Petrotto avrebbe chiesto al catanese Giuseppe Giuffrida, ex amministratore delegato di Girgenti Acque, di versargli dei soldi per non danneggiare la società con iniziative legali. Il reato non si sarebbe consumato per effetto dell’ opposizione di Giuffrida. Ebbene, la Cassazione ha annullato la prima condanna d’Appello, rinviando il processo ancora in Appello, e la Corte d’Appello di Palermo, investita per la seconda volta, ha assolto Salvatore Petrotto con formula ampia e liberatoria, “perché il fatto non sussiste”. Il difensore dell’ ex imputato, l’avvocato Ignazio Valenza, ha sostenuto che, in verità, è stato l’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, a tentare di corrompere Petrotto, tra il 2008 ed il 2010. Totò Petrotto commenta : “Giustizia è stata fatta. Io sono l’unico politico agrigentino che ha respinto le proposte corruttive di Girgenti Acque e che l’ ha anche denunciata, non solo per i suoi tentativi di corruzione nei miei confronti, ma anche per una miriade di altri reati commessi dai suoi azionisti ed amministratori, privati e pubblici. E sono denunce che ho regolarmente inoltrato alle Procure della Repubblica di Agrigento, di Palermo e Caltanissetta, all’ Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, l’Antitrust, il Csm, e rivolgendomi persino al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Adesso, grazie anche all’assistenza legale dell’avvocato del foro di Agrigento, Ignazio Valenza, che mi ha difeso per 6 anni, in 4 gradi di giudizio, abbiamo definitivamente respinto tutte quante le calunnie sollevate nei miei confronti. Per difendere gli interessi della collettività, mi sono imbarcato in un’odissea giudiziaria contro una società di gestione dei servizi idrici agrigentini che ha solo saputo tartassare i cittadini di un’intera provincia, con delle bollette i cui importi sono almeno il quadruplo della media nazionale, commettendo una serie interminabile di reati per truffa, frode, disastro ambientale e mafia, per i quali è adesso sotto inchiesta da parte di almeno tre Procure e tre Tribunali siciliani. Questa mia assoluzione dimostra la bontà delle mie arrembanti battaglie giudiziarie. L’unico rammarico è che se nel 2010 si fosse dato ragione al magistrato del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, che si occupò delle indagini scaturite dalla denuncia calunniosa dell’allora amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, avremmo potuto evitare i devastanti disastri ambientali ed economici degli ultimi anni. Infatti, era stato proprio il giudice Davico, allora inascoltato, a suggerire alla Procura della Repubblica di Agrigento di indagare non su di me, ma piuttosto su Girgenti Acque, che sarebbe stata spazzata via sin da allora. Meglio tardi che mai ! ”.

 

fonte teleacras angelo ruoppolo

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Scritto da su mar 31 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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