Mori e Obinu assolti anche in Appello
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, PRIMO PIANO venerdì, maggio 20th, 2016Poco più di 3 anni addietro, il 16 marzo 2013, il Tribunale di Palermo ha assolto, “perchè il fatto non costituisce reato”, il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento alla mafia. Mori e Obinu, nonostante la soffiata di un collaboratore, Luigi Ilardo, non avrebbero ordinato il blitz che il 31 ottobre del 1995 avrebbe forse consentito la cattura di Bernardo Provenzano nelle campagne di Mezzojuso, in provincia di Palermo. E ciò al fine di proteggere la latitanza di Provenzano nel contesto della presunta trattativa instaurata tra alcune Istituzioni dello Stato e Cosa nostra. E in primo grado, i pubblici ministeri, Vittorio Teresi e Nino Di Matteo, invocarono la condanna di Mori a 9 anni di carcere, e di Obinu a 6 anni e 6 mesi di reclusione. Adesso la Corte d’Appello di Palermo ha confermato l’assoluzione di Mario Mori e di Mauro Obinu, attualmente in servizio all’Aisi, l’ Agenzia informazioni e sicurezza interna dello Stato. Anche i giudici di secondo grado non hanno creduto alla ricostruzione accusatoria di un altro ufficiale dell’ Arma, il colonnello Michele Riccio, che all’ epoca ha gestito le prime confidenze di Luigi Ilardo, e che ha sempre sostenuto che, se vi fosse stata l’irruzione, allora Provenzano sarebbe stato arrestato a Mezzojuso, 11 anni prima che poi nel 2006. Così come il Tribunale, anche la Corte d’Appello, presieduta da Salvatore Di Vitale, ha assolto i due imputati con la formula : “Perché il fatto non costituisce reato”, a fronte delle condanne proposte dal procuratore generale Roberto Scarpinato e dal sostituto Luigi Patronaggio : Mario Mori 4 anni e 6 mesi, Mauro Obinu 3 anni e 6 mesi. E Scarpinato e Patronaggio, per sganciare il caso Provenzano dal processo sulla presunta “trattativa” che è in corso in Corte d’Assise, e in cui è imputato Mori, hanno escluso l’ aggravante del favoreggiamento a Cosa nostra e dell’ aver agito in esecuzione di un eventuale patto stipulato tra Stato e mafia. Mario Mori commenta : “Questa assoluzione è un ulteriore passo in avanti per dimostrare la mia totale innocenza rispetto alle accuse che mi sono mosse da più parti, e soprattutto mi restituisce l’onorabilità come uomo e come ufficiale a cui tengo moltissimo. Sono estremamente soddisfatto dell’esito di questo processo”. E il difensore di Mori, l’ avvocato Basilio Milio, afferma : “Speriamo che questa sentenza segni la fine di un accanimento giudiziario nei confronti del generale Mori che va avanti da anni. Abbiamo cominciato con la mancata perquisizione del covo di Riina, anche quella conclusasi con un’assoluzione. Poi c’è stato questo processo e dopo ancora quello sulla trattativa che è ancora in corso. Speriamo sia finita qui. Quando parlo di accanimento non mi riferisco a tutta la Procura, non sono tutti uguali”.
fonte teleacras angelo ruoppolo
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