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Una campagna elettorale senza chimica e pathos,regna lo sconforto e l’apatia popolare

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Più che il trionfo dei numeri 1 e dei Sindaci che le comunità locali,attraverso il voto popolare andranno ad eleggere in questa tornata delle amministrative di giugno,sembra la disfatta della politica che si è frantumata in tanti quadratini che non riescono a diventare forma e sostanza.Non mi era mai capitato di vedere campagne elettorali così spente,dove le piazze non si riempiono,i candidati sindaci preferiscono i comitati elettorali o gli spot elettorali o incontri fugaci nei vari quartieri della città.Preferiscono comunicare le loro sensazioni, emozioni e incontri con la gente tramite foto postate su facebook o altri social o le loro pagine personali.Tutto di quanto più lontano delle vecchie campagne elettorali, con lambrette scarrupate con megafoni che annunciavano comizi di qua e di là nel cuore delle vie e delle piazze cittadine.Addio alle bandiere dei partiti, alle contrapposizioni politiche e alla dialettica anche violenta della campagna elettorale tra chi pensa che il governo della città debba ripartire dalle classi sociali meno abbienti, chi invece pensa al recupero del centro storico, chi al ripristino della viabilità e alla manutenzione stradale.Tutto è diventato omogeneo,standardizzato,o meglio politically correct.Praticamente ancora né a Favara,né a Canicatti, né a Porto Empedocle,sono emerse le differenze tra i candidati Sindaci. I programmi di governo che puntualmente presentano all’atto della candidatura con le liste collegate al consiglio, li leggono solo i candidati Sindaci e pensano che non l’hanno sparata troppo grossa.I candidati consiglieri non hanno tempo da perdere per arrovellarsi se era più giusto quella scelta rispetto ad un’altra, loro cercano il consenso soprattutto per loro.Anche perché capita pure di trovare candidati al consiglio che formalmente sono candidati nelle liste apparentate con il Sindaco di riferimento,ma poi magari loro stessi nel segreto delle urne votano per un Sindaco avverso.Questo è dato pure dalla legge regionale che non prevede più l’effetto di trascinamento, quindi controllare i voti è praticamente impossibile, visto che il distacco tra candidati e cittadino si è fatto sempre più ampio.Favara e Porto Empedocle scottano per esempio dei buchi di bilancio che sono voragini, ma anche  Canicattì non può fare sogni tranquilli.Oggi tutti sfuggono alla situazione economico-finanziaria perché nessuno si può prendere impegni con i cittadini, anzi a Porto Empedocle il dissesto appare quasi inevitabile e a Favara la situazione è aggravata dagli alti costi della dotazione organica.Nella città dell’agnello pasquale sono ben 587 i dipendenti tra tempo indeterminato e determinato che incidono pesantemente sulla spesa corrente.Nei comuni agrigentini dove si vota,le difficoltà sono amplificate dalla riduzione del 60% dei fondi perequativi statali e dai ritardi e dai tagli dei fondi per le autonomie  locali da parte della regione siciliana.Il dramma si consuma perché le anticipazioni trimestrali con la tesoreria e la maggiore vulnerabilità nel tenere in ordine conti e spese indifferibili:personale,fitti e manutenzione ordinaria di scuole e servizi come mense e asili comunali,porta allo squilibrio di bilancio.Tutto ciò porta ad una sorta di freno della campagna elettorale, anche perché c’è un’altra falla,il tasso di evasione dei tributi locali, paga appena il 50% dei cittadini, mi dicono che a Porto Empedocle la percentuale si abbassa ancora di più.I cittadini ritengono che i buchi di bilancio e i disservizi e gli alti costi dei servizi non possono essere scaricati sic et simpliciter sui cittadini facendo leva su aliquote maggiorate che si scaricano e spalmano sulla collettività per fare leva e bilanciamento alle minori entrate.Anche perché ci sono comuni morosi con i gestori delle discariche vedi Siculiana.Ecco perché finora protesta, proposta e candidati Sindaci non riescono ad uscire fuori perché nessuno può trovare ricette magiche e miracolistiche per un rilancio dei loro Comuni.Oggi più che mai alla canna del gas,un Sindaco eletto a suffragio diretto non può essere solo un certificatore di morte,deve governare una città e comune non un ente prossimo alla liquidazione per mancanza di fondi e risorse.Ecco perché le campagne elettorali amministrative che una volta scaldavano gli animi e le passioni popolari sono diventate di una noia mortale,apatiche e si parla solo di cavolate,dove è sparita la politica e dove la protesta e la proposta si confondono creando astensionismo e distacco senza sapersi dare una spiegazione.Infine le liste degli aspiranti consiglieri si sono svecchiate, questo è un fatto positivo, ma per parlare di nuova classe dirigente sembra prematuro.Invitiamo tutti i candidati Sindaci ad avere più coraggio perché una campagna elettorale è coinvolgimento popolare, passione,critica,contestazione ma soprattutto confronto democratico dove i candidati si contrappongono l’uno contro l’altro sui programmi,sull’impostazione del governo della città, sulle soluzioni vere e fattibili in campo economico, sociale e di servizi interni ed esterni che l’ente locale eroga,se no lo spirito della legge viene stravolta da un appiattimento delle parti che crea astensionismo e disinteresse del cittadino nei confronti dei Sindaci da eleggere.Speriamo che almeno negli ultimi dieci giorni i candidati Sindaci alzino tutti la qualità del confronto e della sfida che li aspetta,perché governare oggi una città è una delle responsabilità più gravose che attende i futuri primi cittadini e ci vuole coraggio, follia,competenza ma soprattutto legalità e coerenza con loro stessi e con la collettività,cosa che negli ultimi anni è mancata per un vuoto politico e partitico che oggi si rispecchia nella sfilza di liste civiche che sono presenti nella competizione elettorale.

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Scritto da su mag 22 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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