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Intervista al segretario della Uil di Agrigento Gero Acquisto

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Buon giorno segretario, domani finisce il primo semestre dell’anno,la situazione nazionale e internazionale è di massima incertezza,dal suo punto di vista ci sono segnali di cambiamento nel medio periodo?

“Guardi quello che è accaduto nel mondo,in Europa,in Italia e in Sicilia ,nel primo semestre dell’anno c’è stato comunque uno scossone forte alla società.Adesso c’è la consapevolezza globale che oltre una crisi economica di ampie dimensioni,c’è una crisi di credibilità della politica,prova ne sia l’effetto Brexit,che ha messo a nudo tutte le incongruenze e i meccanismi decisionali e strategici che non hanno funzionato nei grigi palazzi della Grand Place e nei 27 Paesi aderenti all’Unione Europea.”

Perché secondo Lei si è arrivati a questo punto ?

“Si sono sottovalutate con leggerezza troppe cose,Maastricht,Schengen dovevano significare l’unione dei popoli politicamente ed economicamente,invece si è guardato solo ad aspetti finanziari e burocratici,si è creata una diseconomia e una sperequazione che si è ampliata sotto regolamenti,direttive e raccomandazioni che hanno reso fragile e poco lineare un percorso di rilancio di un’Europa che operasse in maniera omogenea.Ecco perché sono nati populismi,nazionalismi e distacco da Bruxelles e Strasburgo.”

E cosa si può fare allora? Lo sgretolamento e la dissoluzione dell’Unione si può arrestare ?

“E’ un campanello d’allarme quello che hanno deciso gli inglesi attraverso un referendum,ma non bisogna alimentare sentimenti di paura o instabilità,siamo già in un momento dove la pace è a rischio con i fenomeni terroristici.Schuman e Adenaur avevano tracciato una comunità europea dove questi concetti universali di benessere,sviluppo e fratellanza tra i popoli andavano applicati in uno spirito di coesione e solidarietà tra gli Stati Membri,quello che è mancato, è proprio questo: un rapporto troppo rigido e troppo vincolato tra Istituzioni europee e cittadini dell’Unione.”

In Italia qual è la fotografia sociale? Il populismo riformista Renziano ha subìto una frenata.Le amministrative sono un segnale per mandare a casa questo Governo e questa classe politica ?

“Renzi dopo una fase iniziale di slancio ha cominciato a governare il Paese come se fosse l’unico Unto dal Signore,ha, con dei provvedimenti spacciati per riforme epocali,creato solo distacco e rabbia non solo all’interno del Parlamento, ma nel cuore della società italiana.I giovani,i ceti medi ormai proletarizzati,chi ha scarse tutele e poco opportunità non lo hanno riconosciuto come l’uomo del riscatto e di una nuova fase riformatrice delle tematiche in campo sociale e del ricambio dai Palazzi Istituzionali alla periferia.Creare un Paese a perfetta forma e somiglianza del capo del governo è l’errore più grosso che un politico quarantenne potesse fare,anche perché accentrando cariche,Governo e partito non fa che allontanare elettori e il gruppo dirigente che non china supinamente il capo.Il voto più che amministrativo è stato politico,ed è chiaro che i grillini adesso hanno responsabilità di governo e se vogliono conquistare Palazzo Chigi dovranno fare molto di più rispetto al ruolo di oppositori.

Crocetta ha già annunciato che si vorrebbe ricandidare il prossimo anno alla Presidenza della Regione,il Pd sembra virare su Faraone e nel mentre i siciliani si trovano sotto il guado; di chi le responsabilità ?

“Il sindacato della Uil non partecipa a questo toto nomine che oggi mi sembra prematuro.Posso dirle che finora in questi 4 anni di governo e legislatura abbiamo visto il peggiore dei governi siciliani di tutti i tempi.Domani saremo assieme ai Sindaci dell’Isola per manifestare il nostro disappunto sulla vertenza precari enti locali e delle ex Province.Se Palermo è sempre piena di lavoratori,sindacati e gente ai limiti del dramma sociale,vuol dire che la politica non ha inquadrato né i problemi, né le soluzioni.Abbiamo assistito a una serie incredibile di errori politici,gli accordi di riscrittura tra regione Sicilia e Stato centrale con il ritiro di tutti i contenziosi mi è sembrato che abbia decretato la morte della nostra autonomia,che, se pur con mille difetti, era un punto di caratterizzazione del popolo siciliano nei confronti di Roma.Io al miliardo e cinquecento milioni l’anno di risorse fisse a regime ci credo poco.Siamo ormai schiavi di Roma e dei loro umori,penso che Peppino Alessi,Totò Aldisio e altri illustri padri dello Statuto autonomistico oggi si rivoltino nella tomba.Lo dico con convinzione: si tratta del peggiore degli accordi che potessimo fare,con ricadute tremende per la stabilità sociale ed economica della nostra Sicilia.”

Sì, però non può negare che sulle riforme del sistema dei rifiuti e della gestione siamo stati ridicoli,sulla parcellizzazione dei servizi,spendiamo cifre non giustificabili,sulla prevenzione e la messa in sicurezza arriviamo sempre dopo,c’è qualcosa che nel sistema politico e di governance in Sicilia fa acqua.Crocetta grida sempre alla mafia,ai poteri forti,visibili e invisibili,non le pare che ci sia una logica dello scaricabarile che impantana tutto l’apparato dai controlli ?

“Il problema è che le emergenze diventano voragini e si litiga ancora.La riforma del settore dei rifiuti doveva seguire degli step da dieci anni,altre regioni si sono adeguate,noi siamo sempre fermi al palo.Discariche fuori legge, o si riconvertono o sarà il dramma.I termovalorizzatori sono attivi in tante regioni d’Italia e nessuno è sceso in piazza a protestare.Vorrei capire: per fare una riforma seria sul settore e sulla gestione quanti altri secoli dobbiamo aspettare? Sulla prevenzione e il controllo del territorio non possiamo andare avanti solo con leggi nazionali che ci concedono lo stato di calamità naturale.Caldo e piogge monsoniche non possono mettere ko tutta la Sicilia.Protezione civile,forestali e tutti gli organi preposti devono essere interscambiabili, ci vuole un piano integrato di protezione del territorio sia a livello paesaggistico che strutturale.

Crocetta ha parlato che i fuochi sono opera di piromani che vogliono destabilizzare e creare ricatti con la politica.

“Guardi,tutti i siciliani vogliono capire e vederci chiaro,se qualcuno ha azionato attraverso mani criminali fuochi e danni vari va punito,arrestato e perseguito fino in fondo.Ma non posso credere che tutto il territorio siciliano è in mano a bande affaristiche e mafiose.Venti giorni fa con le organizzazioni sindacali abbiamo marciato a Cesarò nel cuore dei Nebrodi per isolare questa gente e preservare le Istituzioni locali,Sindaci,amministratori e il Presidente del Parco Antoci da qualsiasi atto di sopraffazione mafioso e delinquenziale. Ma non pensiamo che tutto è nelle mani della mafia,i siciliani perbene sono maggioranza e sono vicini a chi è in prima linea non solo a livello istituzionale ma anche nel quotidiano come del resto il sindacato.”

In Provincia di Agrigento ci sono spiragli di crescita? Cupa,Ato Gesa,Terme di Sciacca e infrastrutture a che punto siamo ?

“Io penso che da sindacalista,da agrigentino e da giovane in questo territorio c’è  bisogno che si mettano in campo le migliore energie, in campo sociale,politico e imprenditoriale,che si crei una sinergia, si scrostino i retaggi mentali e della logica faccio tutto io, i risultati possono arrivare, pur in presenza di una situazione oggettivamente non facile.Sul Cupa il sindacato ha dimostrato di essere vicino a una strada di cambiamento, ma siamo già a luglio e non abbiamo né un cda operativo, con un Presidente eletto e con il rischio che l’offerta formativa e accademica voli via.Questo non può essere accettato supinamente,nei confronti di chi attende risposte: studenti,famiglie etc.Sulla Gesa stiamo lavorando per capire questi ennesimi corto circuiti,adesso sono 23 i lavoratori in pericolo,vogliamo capire perché si individuano sempre le stesse figure e c’è un rimpallo di responsabilità che ormai conosciamo troppo bene.Le Terme di Sciacca devono essere rilanciate, è un sito che attira turisti,indotto ed economia,anche questo settore va recuperato,come l’agricoltura e la pesca.Il Psr 2014/2020 ha un plafond di 2.2 miliardi di euro,siamo a luglio 2016 non è partita alcuna misura,la colpa non è degli imprenditori, né di Bruxelles,il governo regionale faccia una sana autocritica se vuol rilanciare un settore che fattura 2 miliardi di euro l’anno e che è attaccato da mercati che ci copiano a costi ridicoli con prodotti scadenti e senza vincoli comunitari.Ecco perché poi l’Europa è lontanissima dalle singole regioni dell’Unione.Sulla conclusione dei lavori della superstrada  640,il sottosegretario alle infrastrutture Simona Vicari ha fissato una data: gennaio 2018 per la conclusione di tutta l’opera,spero non sia un annuncio da campagna elettorale.”

Un impegno con gli agrigentini per il prossimo semestre lo assume ?

“Una cosa sola come faccio da nove mesi a questa parte con tutta la mia squadra della Uil provinciale:lavoro,lavoro e ancora lavoro per essere sempre a stretto contatto con territorio e cittadini che sono il nostro vero obiettivo per dare risposte concrete e scevre da ogni populismo.”

 

 

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Scritto da su giu 29 2016. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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