Vaccini, le mafie hanno fiutato il business.
ARCHIVIO ARTICOLI, CRONACA, SECONDO PIANO giovedì, febbraio 25th, 2021
Viene chiamata “tempesta perfetta”. La criminalità organizzata che ha fiutato il business potrebbe mettere le mani anche sui vaccini anticovid e sulle future risorse che arriveranno a breve dal Recovery Fund. A lanciare questa preoccupazione è il report dell’Organismo di monitoraggio istituito dal capo della Polizia, secondo il quale il rischio di infiltrazione nell’economia da parte delle mafie è elevatissimo. Un settore molto redditizio non solo per le ingenti somme di denaro ma per l’uso sociale e di natura assistenziale che la criminalità organizzata potrebbe esercitare sul territorio, così come dimostrano i commissariamenti per infiltrazioni mafiose, già nel 2019, avvenuti per le aziende sanitarie di Reggio Calabria e Catanzaro. Le mafie avevano già fiutato il fatto che con la pandemia in corso avrebbero potuto accedere, in modo fraudolento, a tutte le misure di sostegno economico, come il commercio di mascherine, i guanti, i test rapidi, i tamponi molecolari, prodotti medicali e farmaceutici e tenendo sottocchio i miliardi che l’Italia si è assicurata dal Recovery Fund dell’Unione europea. Ottenendo appalti e sub-appalti legati sia alla distribuzione medicinali, dalle mascherine, alla sanificazione adesso puntano i vaccini. Un mercato che offre, non solo tanti soldi, soprattutto in questo duro periodo di crisi economica, ma saldare solide relazioni coi “colletti bianchi” : la sanità com’è noto è un ottimo strumento. Una efficce strategia di consenso con la politica che condiziona nomine e stabilisce gli organigrammi di ospedali e aziende sanitarie. Gli interessi attorno ai vaccini sono stati dimostrati dagli attacchi informatici subiti dal sistema sanitario per sottrarre tutte le informazioni riservate. E proprio sulla diffusione dei vaccini vista l’elevata domanda e la bassa offerta che i clan mafiosi sono interessati. Il cosiddetto “welfare criminale” si allarga in altri settori economici più colpiti dalla crisi, quali commercio, turismo, trasporti, e attività di intrattenimento, pronti a rilevare imprese e attività in sofferenza. Quindi una grande opportunità per accrescere i propri guadagni illeciti. Ed è proprio la ‘ndrangheta tra le organizzazioni mafiose che spicca di più per la innata capacità di infiltrarsi nei gangli economici, corrompendo politici e funzionari pubblici, che a loro vola diventano complici specialmente in questa fase pandemica. La DIA ha scoperto società colluse operanti nel “ciclo della sanità” nella sanificazione ambientale e nello smaltimento dei rifiuti speciali. Ma non è solo un problema del nostro Paese. Occorre una legislazione antimafia omogenea nei singoli Stati soprattutto nei vari paradisi fiscali dove spesso i mafiosi mettono al sicuro i loro capitali. Al momento le mafie hanno dei vantaggi, perché i Governi sono impegnati ad affrontare la pandemia che sinora non accenna a dare tregua, e non sembra dagli ultimi episodi, che sia una priorità né a livello italiano, né europeo né tantomeno internazionale. “Il rischio di inquinamento mafioso nella nostra economia è altissimo in questo momento di diffusa sofferenza sociale ed economica; guardando le vicende del passato, riterrei fondato il timore di repliche dell’evoluzione e infiltrazione delle mafie”. Secondo Federico Cafiero de Raho Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo ” basta pensare ad esempio al disastroso terremoto dell’Irpinia. Imprese e imprenditori legati ai clan della camorra di Cutolo come di Nuvoletta che si infiltrarono nella ricostruzione; altri, legati ai Casalesi, acquisirono il controllo delle “grandi opere”, che realizzarono con proprie entità imprenditoriali, pronte ad intervenire dove ve ne fosse bisogno, anche nella forma del consorzio, che costituì il meccanismo di aggregare produttori di calcestruzzo e di inerti e titolari di cave“. Analogamente dunque il rischio è per il business dei vaccini. E’ chiaro infine che se non si interviene subito le organizzazioni criminali mettono le mani nella filiera dei vaccini anticovid.
Enza Maria Agrusa
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