Favignana, noleggi senza conducente: il TAR dà ragione agli operatori contro il regolamento comunale
AGRIGENTO, ARCHIVIO ARTICOLI, POLITICA, PRIMO PIANO mercoledì, novembre 4th, 2026
Accolta l’istanza cautelare di quattro imprese dell’isola, assistite dagli avvocati Michele Cimino e Giorgio Troja. Per i giudici sono fondate, già a un primo esame, le censure prospettate, il merito sarà discusso il 22 gennaio 2027.
Il TAR Sicilia-Palermo ha confermato il Decreto cautelare Presidenziale con l’Ordinanza cautelare collegiale n.706/2026 accogliendo l’istanza cautelare proposta da alcuni operatori del settore.
Al centro del contenzioso c’è la delibera del Consiglio comunale n. 47 del 10 settembre 2026, con cui il Comune di Favignana ha approvato il “Regolamento per l’esercizio dell’attività di noleggio senza conducente”.
Gli avvocati Michele Cimino e Giorgio Troja hanno scelto la strada del ricorso collettivo, riunendo più imprese del comparto in un’unica iniziativa, e hanno costruito l’impugnazione su più livelli. Otto i motivi proposti, che investono il regolamento sotto il profilo costituzionale, del diritto europeo, della normativa nazionale sulle liberalizzazioni, delle regole sul procedimento amministrativo e dei principi in materia di sanzioni.
Un’impostazione che ha consentito al Collegio di individuare, già nella fase cautelare, due profili decisivi: da un lato il limite di competenza del Comune, dall’altro il metodo con cui il regolamento è stato adottato, senza un confronto preventivo con gli operatori economici interessati.
Nel valutare il fumus boni iuris e il periculum in mora necessari ai fini della concessione del cautelare, ilTAR ha quindi dato ragione ai ricorrenti.
«Siamo soddisfatti di questa prima pronuncia», dichiarano gli avvocati Michele Cimino e Giorgio Troja. «Il TAR ha riconosciuto che un Comune non può istituire con un proprio regolamento registri e adempimenti che la Costituzione riserva alla legge regionale, né può intervenire su un intero comparto economico dell’isola senza aver prima ascoltato chi vi lavora. Affronteremo l’udienza del 22 gennaio con la convinzione che anche le altre censure troveranno accoglimento.»
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