Intervista al neo Assessore Regionale al lavoro Gianluca Miccichè
ARCHIVIO ARTICOLI, Interviste, PRIMO PIANO martedì, novembre 24th, 2015Con il Crocetta quater si affaccia per la prima volta dopo tre esecutivi, un governo marcatamente politico,dopo l’orda di tecnici o presunti tali che non hanno inciso nell’azione di Governo e che in molti casi sono stati motivi di scontri e instabilità continua. Ora in uno dei rami dell’esecutivo più sollecitati dalle emergenze e problemi socio-lavorativi siede il giovane Gianluca Miccichè,segretario regionale dell’Udc e ultimo segretario giovanile della Dc nel1992 a Caltanissetta.
Buon giorno Assessore,oggi una bella notizia grazie alle dichiarazioni delle Associazioni anti racket e di imprenditori coraggiosi di Gela è stata sgominato il giro di droga e estorsioni con a capo il clan Emanuello e Rinzivillo, la società civile e chi lavora e rischia nei territori di frontiera comincia a fidarsi delle Istituzioni, una sua considerazione ?
“L’operazione Redivivi portata a termine con successo dalla squadra mobile di Caltanissetta ,é un importante risultato. Grazie a un’intensa attività investigativa ed al lavoro attento della procura distrettuale antimafia é stato possibile dare un serio colpo alla mafia gelese. Dobbiamo dire ancora una volta grazie alla polizia di stato per il lavoro indefesso nel contrasto al crimine organizzato. Denunciare alle associazioni antiracket é oggi piú che mai un segno di grande coraggio che aiuta a raggiungere risultati come quello raggiunto oggi.”
Tre Assessori:Bonafede, Bruno e Caruso che non hanno risolto le problematiche di Pip,cooperative sociali e precari degli enti locali, perché ? Il fallimento dei tecnici o la mancanza di soluzioni reali, poco corroborate dal Governo Centrale.
“La Sua domanda comprende già in parte una risposta; non parlerei di fallimento dei tecnici ne tantomeno di mancanza di soluzioni reali, sicuramente invece, senza volere essere retorico, ricadiamo sull’eredità di problematiche complesse che possono trovare soluzioni articolate nel tempo, il problema si chiama stabilizzazione, e va affrontato attraverso interventi tampone e/o risolutivi attuabili in parte nell’immediato e in parte attraverso la pianificazione a lungo termine. Non vi è dubbio che il personale in forza nelle varie amministrazioni ed Enti Locali svolge un ruolo determinante per il funzionamento di questi uffici; il processo di stabilizzazione progressiva è connesso al reperimento delle risorse, al rispetto del vincoli normativi e del patto di stabilità, ed è questa la vera sfida per la quale ci dobbiamo spendere con convinzione e fermezza. Il dialogo continuo con il Governo Centrale, ha consentiti di evitare il baratro del sistema sociale e il fallimento della politica, e delle istituzioni. Veda, abbiamo attraversato un lungo periodo dove si sono concentrate troppe contrarietà, attraversiamo il settimo anno di recessione, tutti segnati dalla crisi economica dagli obblighi dei vincoli finanziari sia comunitari che nazionali. Di questo dobbiamo tenere conto. Corro il rischio di risultare impopolare ma, tutte le rinunce e i sacrifici a cui siamo sottoposti oggi sono diventati un passaggio moralmente obbligato, per il rispetto delle generazioni future.”
A parte i dati dello Svimez e delle varie fotografie degli istituti di ricerca in Sicilia,l’indice di povertà aumenta, i neet non sono solo i giovani dai 15/29 anni, l’outplacement è difficilissimo, processi di riconversione vedi Gela o Termini stentano a decollare,l’indice di innovazione e di start-up aziendale non ha raggiunto i risultati sperati,perché?
“Dobbiamo premettere che dal rapporto dello SVIMEZ, così dai rilievi degli istituti di ricerca Siciliani ma soprattutto nazionali, leggiamo che le attese che il 2014 fosse l’anno della ripresa sono state purtroppo deluse. Questo per sottolineare che ci troviamo di fronte a un quadro desolante che non ha risparmiato le regioni più virtuose. Seppure i dati non sono incoraggianti mi preme ricordare che gli ultimi dati sulla povertà diffusi dall’ISTAT mostrano nel 2014 una stabilità dell’incidenza di povertà nel Centro-Nord e una moderata riduzione nel Mezzogiorno.
Il fenomeno dei giovani non occupati e non in istruzione o formazione, è una complicazione anch’essa particolarmente grave, per il quale è stata data maggiore attenzione anche in relazione all’elevata percentuale di soggetti presenti in questa condizione. Nel corso del 2015 il Dipartimento lavoro ha autorizzato e finanziato oltre 18000 tirocini ed ha attivato almeno 2000 percorsi di formazione mirata, sempre per i NEET abbiamo già pubblicato i bandi per affidare il sostegno alla attività di auto impresa e i contratti di collocazione; per i disoccupati di lunga durata è in fase di valutazione il bando avviso 6 che prevede sostegno e ricollocazione di tali soggetti. I risultati si vedranno quando le agenzie APL private, che abbiamo provveduto ad accreditare, inizieranno le attività di affiancamento ai centri per l’impiego, per massimizzare le possibilità di occupazione. I processi stentano a decollare è vero.”
Garanzia Giovani il grande piano di occupabilità ha raggiunto numeri da record, ma qualcuno vede nei tirocini una forma di risposta momentanea camuffata da assistenzialismo 2.0.
“Su questo è da dire che dobbiamo attivarci e investire noi e voi, attraverso una efficace comunicazione, per eliminare la corruzione e il malaffare e sviluppare nei giovani una corretta cultura del lavoro e dello star-up, diffondere fiducia e stimolo alla spesa. La filosofia dell’assistenzialismo deve essere cancellata. Ai giovani deve essere data una opportunità di lavoro quale spunto per ciascuna vocazione, inclinazione , attitudine, al fine di trovarsi nelle condizioni di creare il proprio lavoro, e non già quale “contributo alle spese”.
A Roma si discute ancora sulle decontribuzioni del Jobs Act, si guarda all’area di convergenza e del Sud per la proroga degli sgravi totali, perché restiamo sempre come fanalino di coda,anche se abbiamo nove siti Unesco e un patrimonio naturale da fare invidia?
“Come noto agli addetti ai lavori, vige già il taglio dei contributi previdenziali per le nuove assunzioni a tempo indeterminato per tre anni sino al 31/12/2015. Nella nuova legge di stabilità tali agevolazione parrebbe che verranno sensibilmente ridotte. La speranza della proroga degli sgravi in vigore, per le aree di convergenza, non è ancora tramontata. Ma ciò attiene il governo nazionale. Relativamente ai siti Unesco, favorire le imprese è un segnale importante per il sistema delle imprese turistiche e dell’accoglienza direi che c’è un patrimonio culturale e naturale ancora più vasto; questo rappresenta una parte, che ha bisogno di progettualità e del quale si occupa l’Assessore al ramo. L’altra parte, è un tessuto patrimoniale privato che rappresenta un potenziale rilancio delle imprese e del lavoro nel settore edilizio e non solo, se favoriamo un mercato di maggiore fiducia e fuori dalle preoccupazioni socio economiche, che abbiamo alle spalle.”
Sulla 328/2000, i bonus socio-sanitari si è sboccata la prima trance per 13 mila famiglie, come intende operare sul tema del welfare e della riforma delle Ipab,come si muoverà?
“Esattamente, siamo riusciti grazie all’impegno degli uffici del Dipartimento a sbloccare la prima trance. Oggi i mandati di pagamento sono già in corso ed entro alcuni giorni saranno completati. Relativamente alla riforma delle IPAB, sulla scorta delle sofferenze nel settore, ho sentito, già da deputato, la necessità di presentare un disegno di legge di riforma che, sulla scorta di un confronto partecipato tra le parti sociali, in un tavolo tecnico costituito, mira a razionalizzare a risolvere l’affannosa questione delle IPAB attraverso l’introduzione di servizi innovativi per l’innalzamento della qualità della vita nella terza età e la salvaguardia del personale e delle rispettiva professionalità. Il disegno di legge proprio è stato posto all’ordine del giorno della prima commissione Affari Istituzionali, spero che al più presto la commissione possa esitarli e andare avanti.”
Circa 1700 operatori del settore sportelli multifunzionali sono fuori dal mercato e dal lavoro sono stati smantellati anche dalla mancanza di una scelta netta di Crocetta e gli Assessori che l’hanno preceduta,a parte l’avviso 6 e le nascenti Agenzie per il lavoro che tuteleranno solo il 30% dei lavoratori, se tutto va bene,ha in mente una strada percorribile, si dice che lei ha cominciato ad incontrare i lavoratori, ascoltando da loro le possibili soluzioni?
“Il sistema degli sportelli multifunzionale ha dovuto adeguarsi al nuovo quadro europeo delle politiche attive del lavoro sia l’avviso 6, che l’avviso 7 e 8 ei contratti di ricollocazione forniranno risorse per gli operatori qualificati, in un quadro complessivo di riforma che prende le mosse dall’AMPAL nazionale e che, – in dipendenza della convenzione, prevista dal Jobs act, che la Regione Sicilia dovrà presto stipulare-, ci metterà di fronte a nuovi servizi ed esigenze da offrire al mercato del lavoro. Gradualmente gli operatori potranno trovare adeguata collocazione in una logica completamente diversa da quella del passato; più dinamica e concorrenziale, ed attenta ai bisogno dell’utenza. “
Assessore ha il timore che se anche i politici dovessero fallire con il Crocetta quater, l’unica alternativa sarebbero i grillini per azzerare tutto, visto che la rivoluzione Crocettiana ha preso i contorni degli slogan e della demagogia a go go, è un arretramento del popolo siciliano e un livellamento a ribasso della classe dirigente siciliana, sempre più invisa a Roma.
“Se fallisce il governo politico fallirà la Sicilia e l’unica possibilità di riscatto, per i siciliani, da anni di clientelismo e false politiche di sviluppo, non penso sia un problema di uomini perché chiunque al posto di Crocetta non avrebbe potuto fare di meglio, considerando il fatto che abbiamo ereditato una regione con svariati miliardi di euro di debiti, migliaia di precari, enti locali sull’orlo del dissesto finanziario, ecc, ecc.; quindi non voglio neanche pensare al fallimento della politica”
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L’assesore Micciché mi sembra deciso a dare una risposta ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, per quando riguarda gli ex operatori degli sportelli, deve trovare la loro giusta collocazione, in quanto la Regione Sicilia su di loro ha investito molto per specializzarli e fino a quando lavoravano nei Cpi, i risultati si son visti, per loro basterebbe un’Agenzia unica, che provvederebbe a distaccarli a comando nei Cpi e nelle nuove APL, il personale eccedente, poi verrebbe riqualificato con progetti finanziati dalla Comunità Europea .
Apprendo che l’assessore vuole seguire la stessa linea del suo predecessore, cioè abbandonarci al mercato del lavoro, dove ovviamente, non tutti riusciremo a trovare collocazione e, bene dovesse andare, con un lavoro più precario del precario. Nelle altre regioni le politiche attive del lavoro erano affidate alle province, soppresse le province, in molte realtà, tra cui la Toscana, si è pensato di creare le agenzie uniche che si occuperanno di servizi con l’utilizzo della forze lavoro precedentemente impegnata presso le stesse Province con fondi ministeriali e comunitari oltre che regionali, mi chiedo perchè solo in Sicilia non si procede a seguire questa strada che assicurerebbe sicura garanzia occupazionale a lavoratori che per anni e anni si sono occupati di tali servizi? Vero è che la Sicilia è già attrezzata dei centri per l’impiego, ma è anche vero che solo gli ex operatori degli sportelli multifunzionali, riqualificati con fondi regionali, si sono occupati di P.A.L. esattamente come i colleghi delle altre regioni italiane. Perchè non rivedere gli organici e ottimizzare il personale in funzione a titoli ed esperienza nei vari comparti della regione siciliana? Perchè non pensare, per esempio ad una agenzia unica e il personale essere utilizzato a comando presso enti pubblici e privati?
Carissimo onorevole , le porgo il saluto mio e dei miei colleghi degli sportelli multifunzionali manifestandogli l’apprezzamento per l’impegno palesato da lei in questi giorni nei confronti di coloro che hanno necessita’ di appigliarsi ad un fardello di speranze per un posto di lavoro. Noi lavoratori del settore siamo eroi siamo quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro, quelli che non lottano per la gloria ma per la sopravvivenza per uno stipendio che non arriva mai… quelli che non possono guardare negli occhi i loro figli per non lasciare trapelare il disagio …..questo sono sicuro che certa politica lo sa perfettamente ,come lo sanno i sindacati che dovrebbero salvaguardare il nostro pane ed invece sostanzialmente ci tengono incardinati con le catene al sistema, come lo sanno coloro che governano il sistema e che prende decisioni inique nei nostri confronti…..Quello che questi signori non sanno che alla fine vince chi è onesto, chi è essenziale, chi non gioca sporco chi nella vita ha sempre combattuto, consapevole che per conseguire le mete prefisse deve rimboccarsi le maniche, sorgere e combattere. Noi sportellisti non crediamo più alle favole, ma crediamo che se lottiamo per raggiungere quello che ci sta a cuore, quello in cui crediamo, la vita potrebbe diventare una occasione per essere vissuta…….
..Le delusioni che i suoi colleghi che hanno preceduto il suo mandato sono state una sconfitta ….. amarezze che nascono da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di coloro in cui credevamo….allo scopo unicamente di renderci scontenti e toglierci desideri valore e dignità…ma il nostro tempo e’ limitato sara’ doveroso mettere in campo la nostra virtu’ e la forza necessaria a sostenere il peso del nostro coraggio di reazione nel nome delle nostre famiglie che hanno sofferto con noi e che hanno diritto a ritrovare la perduta emozione della felicita’…useremo tutti i mezzi necessari per ritornare ad essere lavoratori al riparo da qualunque sconforto. Le chiediamo fino allo stremo delle nostre forze di aiutarci e di vigilare su di noi affinché vengano applicati i giusti equilibri che per altro disponiamo tutelati dalle leggi vigenti che vengono meschinamente disattese .Grazie per quello che potra’ fare per noi.Mi permetto di “suggerire” quello noi ci aspettiamo da lei :
Salvaguardia dei livelli occupazionali per tutti i circa 1800 operatori
Agenzia unica con il personale utilizzato a comando presso enti pubblici e privati. Mantenimento dei diritti acquisiti.
Ripristino delle leggi regionali in vigore, a cominciare dal rifinanziamento del Fondo di garanzia di cui all’articolo 132 della legge n.4 del 16 aprile 2003, che mira all’obiettivo di somministrare mensilmente le retribuzioni con il sistema di un fondo di rotazione per anticipare gli stipendi per almeno sei mesi.
E’ da due anni che mi ritrovo posteggiata come un’automobile, per brevi periodi mi è stato concesso di scaldare il motore ma adesso gli ingranaggi si stanno inceppando. Mi chiedo perchè a chi come me, che da ex impiegata a tempo indeterminato si è ritrovata ingiustamente licenziata dopo più di 10 anni di onesto lavoro, avendo maturato competenze ed esperienza, non sia concessa una possibilità di rientrare nel mondo del lavoro. A cosa è servito allora creare un albo che regolamenta la formazione e del quale faccio parte? Come mai non si riesce a stabilizzare questo personale quando in passato molta gente, anche priva di competenze specifiche, è stata stabilizzata presso vari enti pubblici grazie a dei concorsi creati ad hoc? Come si può sopravvivere senza nessun sostegno al reddito? Spero che l’assessore possa trovare una soluzione per questa categoria bistrattata, ma che accada al più presto.Tamara Consuelo
Attualmente i CPI della Sicilia non svolgono le diversificate e complesse attività di orientamento perchè al loro interno sono pochissimi coloro i quali hanno professionalità e livelli funzionali idonei.
I suoi predecessori, Assessore, li ho conosciuti tutti, per mesi e mesi, insieme ad altri colleghi, abbiamo tentato di esperire soluzioni compatibili al nuovo contesto del MdL e, nel contempo, alla tutela degli esperti di politiche attive.
Visto che esiste una Agenzia Nazionale delle politiche attive del lavoro, perchè non creare un’agenzia unica all’interno della quale inserire tutti (compresi i licenziati già dimenticati!!!) gli esperti di PAL da distribuire in base alle esigenze del mercato, delle istituzioni ed organizzazioni pubbliche e del territorio?
Le disamine socio-politico-economiche delle responsabilità pregresse e di recente memoria sono già state abbondantemente effettuate.
Adesso vogliamo solo SOLUZIONI, siamo stati derubati di ogni diritto ed ancora oggi, dopo 25 anni di servizio, non riesco ad accettare il colpo di mano indegno subito dall’intera categoria. Buon lavoro Assessore!
Stanchi ormai di tante riunioni e tavoli tecnici, di speranze illusorie, di false promesse, non ci sembra più il caso di commentare tanto: il disastro operato in questi ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Adesso basta con tutto questo e l’unica possibilità per farci ricredere è che il neo Assessore, al quale auguriamo buon lavoro, è che si possano trovare quelle soluzioni che ci restituiscano il lavoro che per una vita abbiamo svolto con serietà, competenza e professionalità tanto nei nostri Enti quanto nei Centri per l’Impiego di tutta la Sicilia. Assessore, avrà la nostra stima e quella delle altre categorie se al posto di parlare ottimizzerà le sue scelte per trovare soluzioni concrete ed immediate. Sandro Patti – Ex operatore Sportelli Multifunzionali.
Assessore non c’è tempo ormai il settore è distrutto e con loro 8.000 lavoratori.Occorrono misure urgenti sia per i servizi che per gli interventi .
Intanto creare le condizioni per riassumere tutti i licenziati e sospesi ormai 8.000 e comunque prevedere per gli esuberi ammortizzatori straordinari, corsi di riqualificazione, prepensionamenti o trasferimenti in altri Enti, ma poi subito approvare una riforma sia per i servizi che per gli interventi che riorganizzi tutto al meglio e garantisca i lavoratori iscritti all’albo .
Potrei scrivere molte cose ma ci vuole volontà ed essere operativi .
Concludo semplicemente con questa fase
Le persone possono dubitare di ciò che dici ma crederanno a ciò che fai.”
(Lewis Cass)
Mi auguro che il neo assessore voglia riportare legalità nel settore e tenere conto delle leggi regionali a supporto della garanzia occupazionale e retributiva dei lavoratori degli sportelli multifunzionali: lr 24/76, lr 25/93, CCNL.
Leggi e norme disattese sia dalle parti datoriali, sia dalle parti sociali, sia dall’assessorato che rappresenta. Permettendo il licenziamento collettivo, di lavoratori iscritti ad un albo regionale, secondo la legge 223/91, non riconoscendo quindi un trattamento di miglior favore previsto dalla normativa vigente. Infine, in questa sede, si fa presente che la Regione siciliana ha investito ingenti somme per la riqualificazione di codesto personale. L’unica cosa da fare è stabilizzare questa platea di lavoratori rispettando le leggi esistenti.
Per il governo Crocetta è l’ultima chance di rimediare al danno causato agli operatori degli sportelli multifunzionali. Subito con un decreto d’urgenza, assessore, faccia rientrare tutto il personale qualificato per le PAL. I fondi europei sono disponibili. Aiutate i giovani disoccupati che cercano un’occasione di lavoro con servizi di orientamento serio che servono a tale scopo. Sappiamo tutti che i tirocini servono per tamponare una situazione disastrosa che si ripresentarà presto. Lei che è un politico dia risposte politiche senza aspettare come i tecnici che si distrugga il recuperabile. Agenzia unica subito.
Nella vicenda degli sportelli multifunzionali è indubbio che interessi trasversali hanno inficiato la soluzione ottimale sia per il servizio delle PAL sia per gli operatori che sono stati riqualificati dalla stessa regione e non sono stati messi nelle condizioni di continuare il lavoro svolto con un now know ultra decennale.
La soluzione più equa è quella a mio avviso di agganciare gli operatori tramite l’albo degli operatori specializzati ex sportelli multifunzionali ad un’agenzia che vada a monitorare gli operatori che hanno ancora una contrattualizzazione e provveda ad agganciare a progetti inrimanenti in appoggio alle APL e ai CPI che ontinuano ad avere un bucondi competemze non colmabile vista la storia della recente stabilizzazione di peraonale non specializzatone a bassa scolarizzazione che non hanno più l’ente di riferimento ad un soggetto che
Nella vicenda degli sportelli multifunzionali è indubbio che interessi trasversali hanno inficiato la soluzione ottimale sia per il servizio delle PAL sia per gli operatori che sono stati riqualificati dalla stessa regione e non sono stati messi nelle condizioni di continuare il lavoro svolto con un now know ultra decennale. La soluzione più equa è quella a mio avviso di agganciare gli operatori tramite l’albo degli operatori specializzati ex sportelli multifunzionali ad un’agenzia che vada a monitorare gli operatori che hanno ancora una contrattualizzazione e provveda ad agganciare a progetti i rimanenti operatori senza ente di riferimento, in appoggio alle APL ed ai CPI che continuano ad avere un buco di competenze non colmabile vista la storia della recente stabilizzazione di personale con bassa scolarizzazione.
Per le APL si potrebbe tra l’altro dare la possibilità a chi lo voglia di creare delle coop con solo personale iscritto all’albo che però deve poter essere operativo vista la presenza di operatori specializzati con esperienza comprovata al suo interno già da subito dopo la sua costituzione.
Buon lavoro Assessore, aspettiamo solamente qualcuno che in modo serio, sobrio, competente e soprattutto umano, si ponga il problema di dare risposte a 1700 lavoratori assolutamente incolpevoli per il malaffare che ha condizionato la loro esistenza. Malaffare si, ma anche recente spocchioseria, supponenza, saccenza e volgari prese in giro hanno che vergognosamente caratterizzato tre anni di….nulla….in costruzione e di…..tutto….in distruzione. Buon lavoro Assessore, non mi aspetto nulla, non riesco ad immaginare cosa si possa costruire con un individuo come crocetta ed i suoi isterismi e falsi distintivi. Comunque buon lavoro anche a Lei, del resto lo si augura a chiunque, almeno all’inizio….
Premesso che siamo lavoratori assunti a Tempo Indeterminato dagli Enti di Formazione Professionale che operano su direttive e sotto il controllo della Regione Siciliana, in ossequio a quanto previsto dalla l.r. 24/76 e successive, che abbiamo in attivo una media di servizio di trent’anni, che verso la fine degli anni ’90, in vista della riforma del collocamento, abbiamo partecipato a una selezione pubblica (con tanto di test e colloquio) per frequentare corsi di riqualificazione voluti, finanziati e gestiti dalla Regione Siciliana, che dopo aver sostenuto un esame finale, abbiamo conseguito una qualifica professionale funzionale all’inserimento nei servizi per l’impiego.
Registriamo in Sicilia il paradosso dei paradossi: le attività di Politiche Attive del Lavoro sono in espansione, la Regione siciliana ha in seno esperti del settore formati e voluti dalla stessa Regione con un cospicuo investimento economico, ci sono i fondi, eppure da più di due anni si ragiona di chi, come e perché deve occuparsi dei servizi. E’ legittimo pensare che si voglia annientare l’intera categoria per sostituirla con un nuovo e fresco precariato? Nessuno si è posto il problema che questo gioco, del chi, come e perché, ci ha massacrato?
Dopo più di due anni di tavoli, incontri, trattative che hanno visto il cambio di quattro assessori al ramo e inevitabilmente quattro linee politiche diverse pur appartenenti alla stessa compagine governativa, l’una in antitesi con l’altra, per cui appare evidente che il disegno iniziale del governo, sbandierato dallo stesso Governatore, ha subito cambiamenti continui fino a raggiungere direzioni diametralmente opposte. E’ indubbio che per ottemperare alle richieste nazionali e comunitarie bisogna creare sistemi misti pubblico/privato per favorire la libera concorrenza tra i vari attori, il punto è, come e dove utilizzare le nostre professionalità? A settembre del 2013 si parlava di C.I.A.P.I., il 23 aprile 2014 si parlava di misto pubblico/privato, adesso si parla di solo privato. Sia chiaro che noi la battaglia non l’abbiamo fatta per scegliere il datore di lavoro, non c’interessa, ma piuttosto per la nostra tutela con tutti i livelli e i diritti acquisiti nel tempo. Noi chiediamo semplicemente la stabilità futura o meglio rivogliamo la normalità, quella normalità che c’è stata rubata.
Apprendiamo che, la scelta, riguardo ai servizi per il lavoro, è quella di affidare al privato la gestione delle politiche attive del lavoro, previo accreditamento delle strutture che intendono partecipare ai futuri bandi che saranno posti in essere.
Il nodo non sciolto è il come avverrà la nostra salvaguardia occupazionale. La nuova linea del governo, cioè la costituzione di APL avrebbe potuto avere il nostro plauso se fosse avvenuta all’inizio del 2013, in prossimità della scadenza degli avv. 1 e 2, quando ancora gli enti erano in vita e il personale aveva con loro un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ma non adesso, non dopo aver distrutto, a torto o a ragione (non sta a noi stabilirlo ma alla magistratura e all’amministrazione), tre quarti di enti, con il risultato che migliaia di lavoratori sono stati licenziati. Le domande ricorrenti sono: Come saremo salvaguardati e a quali condizioni? Si creeranno le ennesime divisioni e la misera guerra tra poveri? Che fine faranno i lavoratori che non hanno più un ente? Chi non ha l’ente avrà un contratto in funzione alle nuove regole in materia di mercato del lavoro? Chi ha l’ente rimane con le vecchie regole o anche per questi lavoratori si profila un licenziamento per essere riassunti con i nuovi criteri? Si comprende che s’innescherebbe un pericoloso meccanismo di nuova cooptazione dentro il precariato del precariato? Si comprende che presi dal bisogno, alcuni saranno costretti a vendere la libertà?
La politica non elargisce e non deve elargire posti di lavoro ma è moralmente obbligata a creare le condizioni di sviluppo attraverso tutti gli strumenti legislativi ed economici. Spesso ci viene rimproverato di aver prodotto zero nell’ambito dell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, ma noi non possiamo offrire lavoro, possiamo solo agevolare tale incrocio quando siamo messi nelle condizioni di farlo. Un moto d’orgoglio assessore, accorciamo le distanze tra voi e noi, solo così non potrà trovare terreno fertile l’infiltrazione di populisti che sono tentati di speculare su una crisi di rapporti tra la politica e i cittadini siciliani.
Chiediamo alla politica e all’amministrazione di anteporre tutto per il bene dei nostri giovani che potranno, attraverso programmi e progetti, usufruire di un’occasione, dei tanti disoccupati, dei licenziati, dei deboli che potranno avere un’opportunità di riscatto vero e duraturo, sfruttando al massimo i fondi e le risorse umane professionali che ha già in seno la Regione. Chiediamo un nuovo modello collaborativo tra tutte le forze politiche che miri alla soluzione dei problemi, una sperimentazione che possa essere utile a tutte quante le problematiche sociali, culturali ed economiche della nostra meravigliosa quanto martoriata terra, chiediamo l’agire comune per fini comuni ad appannaggio del popolo siciliano. Aggredite, aggrediamo insieme la crisi profonda che soffoca le nostre esistenze, date la possibilità e gli strumenti a noi che siamo del mestiere, agevolando così il percorso di risalita di chi urla lavoro e dignità.
Non vogliamo essere assistiti e ci offende essere considerata platea per la quale creare stipendifici, per cui poniamo l’unico quesito che va posto: “Siamo una risorsa o un siamo problema?” E’ questa la domanda vera alla quale dare una risposta, se siamo una risorsa, le soluzioni politiche si trovano (la politica è l’arte dell’impossibile), se siamo un problema, per noi sarà la fine, ma ditelo chiaro e in maniera inequivocabile, chiediamo, pretendiamo e meritiamo la verità!
Assessore, giusto per chiarire chi siamo, sentiamo l’esigenza di raccontarle, in estrema sintesi, la tragedia umana che inesorabile si è abbattuta su di noi come una mannaia, un riepilogo davvero ingrato ed estremamente riduttivo rispetto a ciò che giorno dopo giorno abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
La nostra situazione era già drammatica durante l’ultimo anno di avvisi 1 e 2 (2013). Eravamo senza prospettive future e soffrivamo insieme alle nostre famiglie le ristrettezze economiche che c’erano imposte dalle mancate retribuzioni. Eppure giorno dopo giorno ci siamo recati al lavoro, affrontando costi e togliendo dal già misero bilancio familiare finanche le spese per recarci nel posto di lavoro, con dignità, con il sorriso stampato in viso. Spesso nell’ascoltare tragedie umane, abbiamo cercato di consolare, capire, dare una parola di conforto con la morte nel cuore e con la consapevolezza di essere in condizioni peggiori di chi cercava in noi una speranza.
Esaurita la stagione degli avvisi, prospettano come la “manna dal cielo” il C.I.A.P.I., un piede dentro il pubblico con un contratto di sei mesi dietro selezioni. Si sarebbe lavato il peccato originale della cooptazione con una prospettiva futura rosea, tranquillizzati un giorno sì e l’altro pure sulla proroga e la continuità lavorativa, pensavamo di aver risolto i nostri problemi. Si dirottano i servizi al C.I.A.P.I., per altro rafforzati da una norma, e tutto sembrava andare per i meglio, peccato che fin da subito i “cani sciolti” dei “padroni” hanno iniziato a creare problemi e difficoltà dichiarando persino il falso pur di ostacolare il percorso delineato dal governo. Si parlava di proroga che avrebbe fatto da ponte per poi correre spediti verso un altro programma “Garanzia Giovani”, si avrebbe avuta la possibilità dare lustro alla Sicilia, quella Sicilia povera, sempre tra gli ultimi, sarebbe partita per prima, avrebbe potuto dimostrare capacità e competenza, avrebbe aiutato i suoi figli a trovare un’opportunità di lavoro. Invece no, c’è stato chi, calpestando il suo stesso mandato di rappresentanza del popolo, ha preferito rischiare il ritorno dei fondi pur di appagare le richieste di chi non ci stava a perdere questa fetta di torta.
Nessuna proroga, dal 23 aprile 2014 tutti a casa e fino al 9 gennaio 2015 i sospesi senza nessun sostegno al reddito (sostegno al reddito che ancora dobbiamo percepire del tutto). Abbiamo avvertito subito il pericolo e consapevoli che nessuno ci avrebbe difeso, ci siamo autogestiti fin dal 5 maggio iniziando una lotta che, se pur sempre civile, è stata al limite della sopportazione umana. Lavoratori che non hanno mai mollato un solo momento attraversando tutte le stagioni, sopportando scirocco, afa, vento, freddo, pioggia e tutte le condizioni climatiche, lavoratori che hanno usato il loro corpo e la loro mente, le loro intelligenze, la loro penna per svegliare le coscienze dell’opinione pubblica e togliere quella cortina di fango che scientificamente c’è stata buttata addosso, per svegliare le coscienze politiche e tutte le sensibilità umane.
Da allora ci sono voluti quattro mesi di trattative per pubblicare un bando di concorso, (il nodo da sciogliere co.co.pro o contratto a tempo determinato), bando che comunque ha mortificato la professionalità e la dignità dei lavoratori, con la totale cancellazione dei diritti acquisiti nel tempo, abbassamento di livelli, assunzione da uno a sei mesi e nessuna prospettiva futura, sei mesi per espletare la prova e in tutto nove mesi per firmare un contratto di tre mesi! Un bando prendere o lasciare, o così o si è fuori. Si riesce a partire solo quando chi si è battuto incessantemente è riuscito a tirare dentro chi si é dato da fare per non perdere un posto al sole a costo di gettare, com’è avvenuto, nel baratro padri e madri di famiglia. Figure senza scrupoli che hanno venduto cara la nostra pelle, non hanno guardato la disperazione di chi non poteva apparecchiare la tavola, non hanno letto la tristezza negli occhi dei nostri figli, non sono stati scalfiti dai tanti suicidi di chi ha ceduto psicologicamente, non hanno avuto scrupoli nel vedere frantumare matrimoni che non hanno retto al peso di una situazione economica disastrosa.Dal 9 aprile inizia il nuovo incubo della sospensione per alcuni e purtroppo il licenziamento di molti, un’altro avviso datato agosto, siamo a fine novembre e ancora giace.
Un suggerimento, se possiamo permetterci, a prescindere da quale sarà la linea che l’amministrazione vorrà perseguire. Potendo usufruire solo dei fondi comunitari che ovviamente comportano inevitabili procedure farraginose e non consentono il pagamento mensile delle spettanze, perché non pensare a un fondo di rotazione regionale da creare con la parte della compartecipazione regionale?
Assessore è il momento di agire con i fatti e non solo con proclami che non portano a nulla.Noi operatori delle politiche attive del lavoro,siamo stati posteggiati o meglio silurati da molto tempo e nel frattempo nei CPI, luogo deputato e istituzionale delle politiche attive,regna il nulla ( molti articoli pubblicati su molte testate)da quando noi operatori siamo stati estromessi da questo comparto. I disoccupati, inoccupati, e gli ammortizzatori sono stati anche loro abbandonati dalle leggi e istituzioni,perché per obbligo avrebbero dovuto sostenere almeno i colloqui di orientamento( da personale qualificato, come noi operatori delle PAL)e non ignorati dai Centri per l’impiego.Assessore alla ” graduale collazione” di noi operatori ( sia licenziati che non)la trovo solo illusoria e vacua…ormai, ahimè, abbiamo collezioni di “parole” e di “non” fatti..,
Le auguro buon “lavoro” e noi vogliamo solo “lavorare ” con dignità e professionalità, che ormai ci distingue da ben 14 anni di politiche attive del lavoro e spero che almeno lei mette in pratica le leggi che ci tutelano.
Assunta nel 1993 licenziata dopo 21 anni di servizio . Una soluzione per i licenziati potrebbe essere quella di transitare in resais dove il personale qualificato potrebbe lavorare creando un’ agenzia sotto la diretta gestione e controllo della regione
caro assessore sono Gigi Sacco, lavoratore degli sportelli multifunzionali e licenziato dallo IAL Sicilia.
Auguri per questo incarico e spero che cambiando i fattori il rsultato non rimanga lo stesso;prdoni la mia amarezza ma la classe politica che ci governa, per meglio dire : la cloaca a cielo aperto che ci ha malgovernato, ci ha lasciato nel lerciume più totale senza nessuna risposta per il futuro nostro e delle nostre famiglie!
Non è solo disincanto il mio, né tanto meno rassegnazione, mi è insopportabile proprio l’idea di questa cloaca che decide il destino dei miei figli.
Crocetta, che come Renzi, spara minchiate ad un tanto al kilo, qualche anno fa aveva detto “tuteleremo i lavoratori”, e infatti siamo stati tutelati : c’è chi ora delinque, chi vivacchia con sussidi da profugo e chi lavora a nero per sopravvivere.
Sull’operato di questo governatore direi di stendere non un velo ma una trapunta pietosa e caritevole.
Personalmente sono stanco di sentire le stesse voci che si rincorrono giornalmente riguardo la nostra problematica, per me sono come delle flebo vuote per malati terminali, e nel mentre assistiamo a belle “passerelle” contornate da incontri vari (e ad oggi inconcludenti e inefficaci) tra la politica e le parti sociali, tipo spot pubblicitari, che contrastano, eccome se contrastano, spesso e volentieri con le “garanzie verbali” date spesso in incontri formali ed informali, garanzie magari dovute per conseguenza di manifestazioni causa del disagio in cui viviamo ogni giorno e da anni.
La soluzione finale: i 500 licenziati e senza Ente alla Resais.
Le auguro un buon lavoro e spero, mi auguro che qualcuno introduca i test per il diritto al voto.
Ad essere sincera non credo che la direzione intrapresa da Crocetta e dai suoi ‘collaboratori’ e prima ancora dal governo Lombardo, possa essere invertita. Il governo Lombardo ha cancellato la voce degli stipendi degli 0peratori degli Sportelli dal bilancio regionale e in continuità Crocetta, alla fine del bando triennale a cui poi eravamo stati agganciati, ha gradualmente cancellato diritti ed eluso le Leggi, ha fatto accordi con sindacati, indegni di questo nome.
Come lei assessore possa opporsi a questo piano criminale proprio non lo so e non lo credo. Perché se lei è veramente in buona fede glielo impediranno. La sorte degli sportelli Multifunzionali è stata decisa il 26/09/2013 e per la formazione ci stanno pensando adesso. Prima di qualsiasi soluzione e programmazione reale possibile ed attuabile lei può e deve attivare la MOBILITA’ di tutto il personale in sofferenza. Mobilità volutamente elusa ma prevista dal contratto e dalle leggi che già i miei colleghi le hanno citato. E’ semplice! Ma vede la mobilità è stata disattesa perché mantiene i diritti che una lavoratrice come me ha acquisito nei 29 anni di lavoro, mantiene il legame con ruoli, contratti, funzioni e Albo regionale. Mantiene in sicurezza tutti gli operatori con un reddito garantito. La mobilità attinge in un fondo proprio per gli operatori ma le diranno che i soldi non ci sono…. Quindi per eludere tutto ciò hanno parlato di una CIG illegittima tentando di svuotare la legge 24/76 con un atto amministrativo a firma Lo Bello.
Ma si sa siamo nella Regione delle Banane. Prima di chiedere spunti di azioni da intraprendere attivi immediatamente la Mobilità, se glielo impediranno vada dalla Guardia di Finanza come ho fatto io o dalla magistratura a testimoniare cosa le succede…. Se guarda bene la Sicilia ha già fallito perché Integrità e Giustizia sono state uccise. Buon lavoro assessore, mi sorprenda.
Eleonora Maddi
Le persone possono dubitare di ciò che dici ma crederanno a ciò che fai.”
(Lewis Cass)
Chiedo scusa se copio ed incollo: dalle parole dell nuovo assessore non traspare un nulla, e siamo disposti ad onorare ancora il NULLA, suvvia muoviamoci
Carissimo Assessore, i lavoratori della Formazione Professionale in quanto esseri umani con famiglia a seguito come lo siete voi, chiedono semplicemente che in questo paese vengano rispettate le leggi, quindi vogliono che al più presto gli vengano elargite tutte le retribuzioni pregresse, e possano riavere il proprio posto di lavoro, ingiustamente tolto. Purtroppo Utopia
Assessore,finalmente rappresenta la politica,noi sportellisti multifunzionali posteggiati in “sospensione” (nessun istituto nazionale la riconosce, qui in Sicilia si), non percettori dunque di sostegno al reddito da inizio aprile, lasciati nel limbo,con un avviso 6 che è una presa per il culo all’intelligenza anche di un bambino, che soluzione ha?Noi desideriamo l’agenzia unica, si può fare guardando le normative in vigore,agli enti abbiamo fatto la fame e continueremo a farla,per tantissime ragioni.Assessore espressione della politica noi non sappiamo più cosa mangiare,che risposta ci da subito?Non vogliamo risposte tra mesi e mesi..ma domani
Egregio assessore,il mio non è soltanto,un appello per riavere un lavoro che mi è stato tolto ingiustamente,ma è un appello alla vita.Se ci toglierete definitivamente il lavoro,uccidete materialmente e spiritualmente migliaia di famiglie.Non voglio elemosine ,e non voglio rubare nessun stipendio.Voglio tornare ad alzarmi alle 6 di mattina per essere puntuale in ufficio alle 7,30 E tornare ad essere un uomo e non un essere che si trascina dal un divano al letto.Non mi voglio più prestare a farse in cui mi si vuole misurare la mia professionalità con un test in cui mi si chiede se Novi Ligure è in piemonte o in liguria.A questo preferisco diventare un barbone senza casa ,sporco e derelitto ma con la mia dignità
L’assessore Miccichè (UDC) ovvero partito di Governo alleato di Crocetta e Confindustria conosce benissimo il come e il perchè sono stati depredati in violazioni di legge i colleghi degli sportelli. Da come esordisce è evidente (parla di collocazione) che non conosce la dinamiche giuridiche legate al CCNL della Fp recepito per legge dalla Regione Siciliana. Neanche conosce che in Sicilia sempre obbligo di legge il ccnl è recepito con delibera DI GIUNTA.Pertanto il Governo Crocetta nel nella vicenda degli sportelli è almeno 4 volte responsabile di abusi e violazioni di legge pesantissimi. 1 – Violazione di tutte le norme nel verbale di accordo Regione oo.SS. del 26/9/2013. – 2- Assegnazione delle attività al Ciapi (ente privato senza scopo di lucro), vedasi sentenza Cassazione 1983, Sentenza Corte costituzionale e i numerosi pareri Ufficio legislativo e legale. 3- Palese violazione del CCNL recepito dalla Regione.4- Omessa applicazione della legge regionale n. 25 art. 2 comma 1 e 2 bis.
Ci sono tante di quelle violazioni (pesantissime) da mettere insieme in un bel DOSSIER e spedirlo all’ANAC nella persona del suo Presidente Cantone.