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Si sblocca il rimpasto alla regione:entrano Marco Zambuto alla funzione pubblica e Tony Scilla all’agricoltura in sostituzione di Grasso e Bandiera.Delusissimo Vincenzo Giambrone,tace la Testone

 

toni scilla

zambuto

Si sblocca finalmente il rimpasto nella giunta Musumeci .

Dopo ore e ore di trattative, Musumeci ha scelto i due nuovi Assessori regionali che sono: Marco Zambuto, ex tutto e adesso membro dell’esecutivo in quota Forza Italia, sponsorizzato da Miccichè e Gallo. Prende la delega alla funzione pubblica, mentre il fedelissimo miccicheiano  ex parlamentare Toni Scilla di Mazara vola nel potente Assessorato all’agricoltura e così viene rappresentata la provincia di Trapani.I due giureranno domani mattina.

Il rimpastino azzurro serviva a riequilibrare la rappresentanza governativa nelle province rimaste fuori dai primi tre anni del governatore di Militello, amante dei cavalli di Ambelia.

Escono l’Assessore alla funzione pubblica Bernadette Grasso,da oggi nominata coordinatrice provinciale di Forza Italia a Messina e l’Assessore all’agricoltura Edy Bandiera che ha rivendicato i buoni risultati di spesa del Psr 2014/2020.

Dal 2001 con l’elezione diretta dei Presidenti di regione in Sicilia sparisce dopo vent’anni la quota rosa,dodici assessori solo maschi, viene meno clamorosamente il gentil sesso secondo un pezzo importante dell’opinione pubblica un vulnus non indifferente.

Dalle prime indiscrezioni grande deluso del mini rimpasto è l’On. Vincenzo Giambrone ex parlamentare regionale, già Sindaco di Cammarata e commissario provinciale di Forza Italia dal 2016 a oggi nel partito azzurro,tesserato dal 1995 e parlamentare eletto con oltre 11 mila preferenze nella XIII legislatura.Nel 2006 lo stesso politico per un meccanismo perverso non scattò il secondo seggio a Forza Italia ad Agrigento e rimase fuori dal secondo governo Cuffaro,al netto di fantomatiche promesse.

Poi,dopo una carriera come Direttore del consorzio di bonifica caratterizzata da successi nel settore,fu nominato Presidente dell’Ast (Azienda Siciliana trasporti) il 6 marzo 2007,però il 12 giugno 2008 a seguito di scontri pesanti con il Direttore generale Emanuele Nicolosi,fu destituito dal governo dell’epoca,per presunte violazioni del codice etico.

La sua carriera ha avuto un prosieguo sempre vicino alle posizioni di Gianfranco Miccichè prima con Forza del Sud ,Grande Sud progetto a dir poco fallimentare come pseudo costola in salsa sicilianista dell’holding azzurra.E poi per un brevissimo tempo si imbarcò in un progetto effimero e senza risultato voluto da Michele Cimino Voce Siciliana,fu nominato coordinatore provinciale.Dopo alcune settimane il movimento sparì nel porto delle nebbie.Nel gennaio 2016 dopo qualche momento di stasi, torna dopo lo scioglimento del Pdl per volere di Gianfranco Miccichè coordinatore provinciale di Forza Italia agrigentina e sostenuto anche da Gallo.

Nel 2017 alle regionali da coordinatore provinciale,l’ultimo giorno si candida con Forza Italia alle regionali nel collegio di Agrigento per salvare Gallo che dopo il fallimento nel listino bloccato non riusciva a chiudere la lista azzurra.

In un messaggio dai toni drammatici Giambrone metteva faccia e polmoni e in un mese con oltre 3600 voti garantiva il seggio a Gallo.

Poi è storia degli ultimi anni,la candidatura al Senato nell’uninominale a Sciacca,viene sconfitto pesantemente da Rino Marinello con il 52.23% per il Sindaco dei Sicani un modesto 30.04%.

Ad ogni modo ha continuato a fare il Sindaco fino all’ottobre 2020 di Cammarata,di lui si ricordano le battaglie per la ss.189 e il risanamento del bilancio.

Adesso la doccia freddissima di essere tagliato o piastrato politicamente dagli amici o a questo punto ex amici Miccichè e Gallo.

Lo stesso Giambrone dopo queste nomine in giunta potrebbe essere il foglio di via dopo 25 anni dell’esperto politico della montagna a Forza Italia.

La delusione è forte e la scelta di un ex renziano come Zambuto è un altro schiaffo inaccettabile per chi come Giambrone è stato al fianco di Berlusconi e del suo vicerè di Sicilia Miccichè per oltre un quarto di secolo.

Secondo molti forzisti ci saranno conseguenze su scala locale dopo i mugugni sulla scelta del Presidente del consiglio di Agrigento caduta su Civiltà e dettata da logiche incomprensibili per chi,pur arrivando primo come Simone Gramaglia, ha dovuto sottostare ai diktat dall’alto.

Una pagina quella di oggi che non sarà solo rose e fiori per quel che resta di Forza Italia in provincia di Agrigento.

 

 

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Scritto da su dic 29 2020. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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