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Giovani universitari e crisi: ”il naufragar m’è dolce in questo mare”

giovani e lavoro”L’ Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” , questo recita l’ Art. 1 della nostra Costituzione, un principio fondamentale che suona ormai come una beffa in un Paese in cui trovare un’ occupazione è un’ impresa assai ardua.  
Tutta l’Italia sta naufragando in un mare di crisi che va oltre l’ economia e mette in dubbio la sua identità stessa e i suoi valori. A pagarne le spese sono soprattutto i giovani universitari che cercano di ancorarsi alla loro forza-studio nella speranza di diventare un giorno autosufficienti e di perseguire la loro strada. In realtà nella maggior parte dei casi si ci ritrova ad affrontare il grande abisso della frustrazione e della disgregazione che la disoccupazione arreca alla collettività.
Il lavoro non c’è. Per chi è uscito dalle facoltà italiane, anche questo è un anno difficile. Quale che sia il canale attraverso il quale si cerca impiego, e molti provano in più disparati modi, il risultato è spesso negativo. La disoccupazione tra i laureati triennali tocca il 22,9 per cento. Cinque anni fa era meno della metà (l’11,2 per cento).
A pagare il dazio più pesante è sempre il Mezzogiorno in cui la crisi del lavoro ha messo in ginocchio le famiglie che vivono in condizioni sempre più dure ma che nonostante tutto, con grandi sacrifici, sperano ancora in un futuro accettabile per i loro figli che non si rassegnano a lasciare l’Italia.
I giovani, albero maestro del futuro, sono oggi naufraghi lontani dall’ essere soccorsi dalle istituzioni che in mezzo a tanta desolazione lavorativa invitano la nuova generazione ad aggrapparsi a qualsiasi scoglio accontentandosi cioè di qualsiasi tipo di occupazione. Così l’ esigenza di un impiego spinge un giovane laureato in ingegneria a lavorare in un fast food piuttosto che una giovane laureata in economia a fare la commessa, accettando posti di lavoro che non hanno nulla a che fare con i loro percorsi di studio, con retribuzioni minime e contratti che offrono pochissime sicurezze.

Ci troviamo di  fronte alla violazione del diritto al lavoro senza il quale i giovani, perdono oggi la loro dignità.

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Scritto da su dic 18 2013. Archiviato come IN EVIDENZA, LAVORO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

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