Vertenza Formazione Professionale, il Governo vende fumo, i lavoratori esasperati
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Ancora non si è chiusa una delle giornate più confuse e convulse della storia della formazione professionale in Sicilia.
Una giornata che è iniziata subito con parecchia tensione, il 9 maggio doveva essere la giornata della svolta secondo il governo per trovare una soluzione al futuro lavorativo dei 1754 operatori degli ormai ex sportelli multifunzionali, sospesi dal 23 aprile.
Il tavolo tecnico tra Governo, il dirigente del doppio dipartimento lavoro e formazione professionale Corsello e i sindacati sta andando avanti in una situazione tesissima.
A quanto pare né l’Assessore, né il dirigente hanno presentato un progetto valido e credibile per recuperare questi lavoratori,in pratica non hanno nulla in mano e non si capisce neanche come potranno essere salvati i lavoratori.
Ancora il tavolo non si è concluso, ma le parti rimangono distantissime, si parla di contratti a progetto, voci incontrollate parlavano con partita iva, un’autentica follia, per lavoratori sotto un contratto collettivo di lavoro vigente.
L’altra proposta contrattuale è sempre un co.pro.co con malattia garantita e riduzione di stipendio.
Proposte irricevibili da sigle sindacali e lavoratori, oggi si sono registrati momenti di tensione, alcuni lavoratori degli sportelli hanno bruciato le bandiere sindacali ed hanno inveito contro governo e dirigente.
Una situazione che sta portando dritti a un’azione di macelleria sociale indiscriminata, i lavoratori non mollano, già lunedì 12 maggio scenderanno nuovamente in piazza con una manifestazione che vedrà coinvolti i lavoratori di tutte le tre filiere formative.
Il Governo irresponsabilmente non sta trovando alcuna soluzione, dimostrando solo impreparazione e scarsa attitudine al problema sociale che ha sotto i piedi.
Il rischio reale è che la vertenza continui e possa sfociare in gesti plateali, come hanno sottolineato in una nota i sindacati.
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Lo stato e in questo caso la Regione, è solo una montagna di merda!