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Garanzia Giovani: forse sì , forse no, forse forse

camaleonte

Forse la giornata di oggi si potrebbe racchiudere nella vicenda Garanzia Giovani che non è un programma da nulla ma di ben 178 milioni di euro, che riguarda prospettive di lavoro, è bene scriverlo giovani neet dai 15/29 anni della nostra regione.Dopo la giornata di oggi molti lavoratori hanno fatto riferimento al film del momento di Ficarra e Picone “Andate a quel paese”.Certo dover parlare in un tavolo tecnico anche del futuro dei lavoratori degli ex sportelli multifunzionali che non è stata convocato ad horas e non trovare l’assessore al lavoro Caruso o il Presidente del Ciapi Ortisi che è andato in via in polemica con una deputata del Pd Raia non è un buon viatico.Sapendo inoltre che moltissimi lavoratori aspettavano il via libera al progetto dimostra tutta l’inadeguatezza del governo e di altri attori a questa trattativa che assume sempre più contorni parossistici.Dopo ore e ore di trattative con momenti di tensione sia all’interno del tavolo sia fuori con lo zoccolo duro dei lavoratori c’è stato pure l’intervento della polizia, sembra che qualcosa si va sbloccando mettendo ancora tutti i condizionali del mondo.Innanzi tutto per contrattualizzare i lavoratori con il ciapi di Priolo  si aspetta che il dirigente generale del lavoro la dott.ssa Corsello con l’interlocuzione del Ministero del lavoro abbia una deroga sui numeri da contabilizzare nel progetto Garanzia Giovani rispetto al finanziamento che costa di 55 milioni di euro.Si è parlato anche di una eventuale ipotesi alternativa da concertare sempre con il Ministero anche qui nulla di certo.L’Assessore al lavoro Caruso è stato raggiunto telefonicamente ed ha assicurato che domani farà una direttiva di attuazione di intervento al progetto garanzia giovani allo stesso Ciapi.Vedremo cosa ci sarà scritto nella direttiva e cosa risponderà il Ciapi, in molti hanno ancora legittimi dubbi.Inoltre ha confermato che ai primi di dicembre ci sarà un incontro al ministero per sbloccare la situazione cassa integrazione in deroga.I sindacati hanno chiesto altre due cose, di avviare subito un tavolo per la riforma dei servizi per il lavoro ed hanno chiesto al dirigente Corsello che ha girato il tutto al Direttore del Ciapi Luciana Rallo di rivedere tutta la graduatoria di selezione al bando perché sono emerse anomalie generalizzate in tutti i profili e di controllare attentamente tutti i titoli ed eventuali irregolarità.La domanda da farsi adesso: domani sarà un altro giorno o si continuerà con il forse? il vediamo, le deroghe, i lavoratori hanno finito di pazientare, da sette mesi vivono un dramma che qualcuno ha trasformato in una fiction, dove gli attori prendono sempre più forme camaleontiche e poco credibili.

 

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Scritto da su nov 27 2014. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, LAVORO, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

3 Commenti per “Garanzia Giovani: forse sì , forse no, forse forse”

  1. L’articolo mi pare speranzoso perché ancora una volta il Governo si è dimostrato incapace di programmare un intervento a favore di una una platea di circa 1800 lavoratori. I numeri sono ancora troppo ballerini, non si può arrivare alla conclusione di un bando con i “se”, i “forse” e i “ma”. In questa confusione il CIAPI fa da padrone e non rischia il proprio orticello per un feudo dove il caos regna sovrano.
    La struttura d’altronde non è idonea a fornire una base manageriale di tale portata. L’unica certezza è la grande professionalità del nuovo Assessore che, se indirizzato bene dal tecnicismo del Dirigente dell’Assessorato, potrà superare i vari ostacoli.
    Il limite del CIAPI si è visto nello stilare la graduatoria dove gli errori di valutazione sono parecchi.
    Penso che molti punti siano stati evidenziati con sapienza, specialmente quello “sul futuro lavorativo” e concordo pienamente che non solo era fuori luogo, ma irrispettoso, in quanto a mio avviso è una problema politico che va affrontato con una riunione ad hoc con l’Assessore. L’unico argomento serio e contingente è l’immediatezza del lavoro, considerato che siamo ormai nell’emergenza sociale che, anche se non specificata nell’articolo, viene ampiamente espressa nei fatti che l’articolo ha evidenziato.

  2. Il problema è sempre quello, Ortisi telefonicamente ha assicurato che non è un problema di soldi, è ha detto che ci voleva un tavolo tecnico l’indomani per smussare gli ultimi problemi, ma di quali problemi non è dato sapere, perché telefonicamente non ne ha parlato, la dirigente e i sindacati sostengono che Ortisi ha messo nuovamente i bastoni tra le ruote alla partenza del progetto, e fuor di dubbio che si gioca a screditare il ruolo che dovrebbe assumere il Ciapi in questa vicenda nel futuro, perché le indicazioni pervenute dal governo centrale parlano chiaro, parlano dell’inefficacia di un assetto pubblico-privato e parlano di una struttura intermedia che faccia da intermediario tra Cpi e Privati, questa struttura è il Ciapi? Ricostituito nella nuova struttura detta agenzia per il lavoro? A chi da fastidio questo assetto futuro paventato? In tutto ciò speriamo che Caruso, tecnico di altissimo livello possa trovare la quadra in una vicenda grottesca dove i vari attori sembra facciano il gioco delle tre carte con i lavoratori, forzando ad arte un’emergenza che a mio avviso nei disegni di qualcuno potrebbe mettere in atto quella situazione tampone con qualche soggetto privato che poi in fase di aggiustamento della cosa si andrebbe a legittimare nel sistema, lasciando tutti contenti tranne i lavoratori che si ritroverebbero ancora una volta in mano a soggetti intermedi privati finanziati con soldi pubblici e con i rischi che sono sotto gli occhi di tutti per le note vicende già successe con gli enti di formazione che in massima parte hanno massimizzato soldi e consensi stornando di fatto risorse preziose alla collettività utilizzati per fini personali a danno di lavoratori ed utenti che si ritrovano ad oggi senza servizi persino nell’ambito dell’erogazione delle politiche attive del lavoro che al momento sono bloccate con i 1753 lavoratori ostaggio di non si sa quali interessi, visto il lapalissiano gioco che ci riporta sempre indietro nella trattativa come già ormai quasi otto mesi fa.

  3. Aldilà delle diatribe , dello stato confusionale dei vertici che decideranno sulla sorte di migliaia di lavoratori nell’immediato, tutto questo evidenzia la scarsa competenza di tutte le figure apicali regionali che non hanno mai programmato e pianificato nei tempi e nelle modalità le risorse finanziarie, logistiche e umane. In Sicilia l’amministrazione pubblica, di qualsiasi ordine e grado, é solo in grado di mettere pezze qua e là, le motivazioni stanno nell’incapacità manageriali, nelle connivenze con la classe politica da parte dell’apparato burocratico che tentano soltanto ad autoreferenziarsi e campare alla giornata, insomma, una situazione ormai insostenibile ed esplosiva per noi tutti siciliani. Siamo dentro una Sicilia che sta affondando nella melma piu scura, tra crisi economica e inefficacia di un sistema politico-burocratico che pensa di poter continuare in panciolle tanto i loro vitalizi mensili, quelli, non li tocca nessuno !!! Regolarmente accreditati nei loro c/c, i signori politici e alti burocrati possono comodamente programmare il loro futuro e quello dei loro figli nella piena indifferenza di chi non ha di che campare, tanto, il problema della sussistenza per questa gente, se lo vuole risolvere, sta nell’emigrazione, oppure, si arrangiassero alla meno peggio, tanto…..la Sicilia va avanti cosi da secoli.
    In conclusione, questo sistema si scardina soltanto dal basso, non ci sono altre soluzioni. Perché? Perché continua ad autoalimentarsi fottendosene dei siciliani tutti.

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