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La guerra infinita dell’Asp agrigentina. Zappia non è Draghi,Pullara non è un riformista e i cittadini si sono stancati di una sanità con troppi black out e ritardi, qui si chiede solo servizi e assistenza

ospedale-agrigento

mario zappiapullara

 

Ci mancava pure questa, in un momento di emergenza sanitaria e di grave crisi sociale, economica e politica, anche la sanità agrigentina rischia di deflagrare.

E’ da un anno che assistiamo a una serie di guerre politiche-gestionali e amministrative sul potere sanitario che non fanno bene all’intero comparto regionale e provinciale.

Partiamo dalla base mentre a Roma clamorosamente Draghi riesce a far coesistere e condividere un governo che abbraccia dall’estrema sinistra di Leu alla Lega per salvare l’Italia, nella sanità agrigentina non si riesce a trovare una soluzione di buona gestione amministrativa perché l’Asp è un campo di battaglia che vede fazioni contrapporsi per mantenere la loro agibilità o spazio di potere.

Non possiamo negarlo: gestire la sanità si traduce anche nel governare Unità operative complesse,semplici,Dipartimenti,Distretti sanitari e del territorio e tutto un mondo che alla fine incide nei servizi assistenziali per il cittadino.

Si può dissotterrare l’ascia di guerra per un interesse supremo e legittimo?Garantire realmente i livelli essenziali di assistenza nella medicina ospedaliera e del territorio ?

Ai cittadini utenti di guerriglie e bande politiche che si affrontano sulla base di interessi di bottega non interessa assolutamente niente.

Potenziare i reparti, il personale, migliorare i servizi di assistenza, aumentare le risorse sui Lea e sulla spesa mirata per efficientare  i servizi integrati di assistenza,dei disabili,dei non auto-sufficienti, sono prioritari rispetto il cambio di una posizione apicale da un dipartimento all’altro.

Non è il segreto di pulcinella che il commissariamento all’Asp di Agrigento ha superato i limiti di decenza. L’anno scorso quando pochi operatori dell’informazione hanno sollecitato Razza e Musumeci a svegliarsi dalla letargia a seguito della nomina del nuovo Direttore Generale dopo mesi e mesi di vacatio con il facente funzione Dott.Mazzara,dopo mille intrighi politici si è arrivati tardivamente a una soluzione.

La politica,visto che una parte dei parlamentari in primis Pullara,Gallo,Savarino erano per lo status quo,si è trovata la soluzione del commissario Zappia avallato dagli autonomisti e dal Vice-Presidente Di Mauro per ridare una linea guida alla governance del’Asp.

E invece no.

Si continua con una lotta perenne di apparati e personalismi che dimostrano che in un periodo emergenziale ,pandemico e di alto rischio, i personalismi sono l’idem sentire dell’azione politica.

Pensavamo che oltre i sopralluoghi al nascente Covid Center di Ribera ,tra l’altro si aspetta da quasi un anno, ci fosse maggiore condivisione a trovare le soluzioni nel rispetto dei ruoli.

Il trait d’union tra il commissario Zappia da un punto di vista organizzativo,gestionale e di implementazione dei servizi per tamponare l’assistenza per i degenti di covid  19 e i parlamentari regionali a seguire in maniera pedissequa l’iter e il nuovo modello sanitario, non si è mai tradotto in buone prassi la leale collaborazione politico-istituzionale

E invece no, ancora e dispiace scriverlo ci sono alcuni che ritengono che avere un Direttore di unità operativa in più ,un Direttore di distretto o di presidio sigillato per trent’anni in una comoda poltrona, si traduce in buona sanità.

Se Zappia rispettando anche le direttive dell’Anac fa roteare i dirigenti di distretto se tocca qualche protetto del politico di turno va schiaffeggiato.

Se la  paventata sostituzione diventa un casus belli tra Pullara e Zappia del Dott.Caramanno con il Dott.Vasco come capo dipartimento cardiovascolare è la bomba che può fare detonatore un’intera azienda sanitaria provinciale ?

Noi crediamo che sia giusto chiedere e sapere con la massima trasparenza e seguendo i criteri di legalità tutti gli atti del commissario, però in tanti casi e non solo dell’On.Pullara in versione Nembo Kid, troppe volte i politici si sono dati una mossa solo quando realmente interessati.

A noi piacerebbe capire dall’On.Pullara e passando dalla La Rocca Ruvolo, Savarino,Gallo,Di Caro,Di Mauro,Catanzaro,Mangiacavallo il contributo in termini concreti per un’assistenza che ancora necessita di grandi iniezioni e di input che possano alleviare i disagi.

Il reparto di infettivologia nascerà a Ribera, si cerchi di seguire questi esempi per un territorio che purtroppo ancora oggi e non è una fiction per un intervento delicato (si vedono agrigentini volare nei nosocomi del Nord).

E non pensiamo e riteniamo che la nostra sanità pubblica sia scadente, però certamente le polemiche, le guerre ad personam,non aiutano a migliorare gli standard quali e quantitativi che sono previsti negli obiettivi del Piano Sanitario nazionale e regionale.La buona sanità non è avere un Drg o un posto letto più o meno e determinare le scelte aziendali e organizzative nel rispetto e per le esigenze dei degenti.

E aver constatato che in alcuni reparti ancora si lavora senza aver tutti i presìdi, gli ausili e le dotazioni di sicurezza adeguate per sé e per i ricoverati dimostra che ancora una volta l’informazione deve fare casino molto casino per garantire diritti normali, non fantamedicina da libro dei sogni.

E le vaccinazioni per gli over 80 sono imminenti !!!!!

 

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Scritto da su feb 7 2021. Archiviato come ARCHIVIO ARTICOLI, PAROLA DI PACE, POLITICA, PRIMO PIANO. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Salta e vai alla fine per lasciare una risposta. Pinging non è attualmente consentito

2 Commenti per “La guerra infinita dell’Asp agrigentina. Zappia non è Draghi,Pullara non è un riformista e i cittadini si sono stancati di una sanità con troppi black out e ritardi, qui si chiede solo servizi e assistenza”

  1. Aldo Capitano

    Ho il serio dubbio che, se la politica non esegue scelte meritevoli,si troverà con ispezioni ministeriali e controlli severi per generare rappresentanze sanitarie all’altezza della professionalità ed erogazione magistrale.
    E Draghi potrà intervenire e fare molto esigendo una più seria amministrazione. Il Capitale scende in campo,ovviamente, per correggere gli insulti di chi traffica e non gestisce in forma sana e servizievole, riguardosa della collettività. Troppe ingerenze politiche senza controllo e con fare moderato ed ossequioso.

  2. Aldo Capitano

    Ho il serio dubbio che, se la politica non esegue scelte meritevoli,si troverà con ispezioni ministeriali e controlli severi per generare rappresentanze sanitarie all’altezza della professionalità ed erogazione magistrale. E Draghi potrà fare molto esigendo una più seria amministrazione. Il Capitale scende in campo per correggere gli insulti di chi traffica e non gestisce in forma sana e servizievole.
    Troppe ingerenze politiche senza controllo e senza fare moderato e ossequioso.

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