Dopo 12 anni eletto il nuovo Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, è il Sindaco di Aragona Giuseppe sostenuto da una alleanza trasversale.
AGRIGENTO, ARCHIVIO ARTICOLI, POLITICA, PRIMO PIANO lunedì, aprile 28th, 2025
Dopo 12 anni l’ex province tornano ad avere una guida politica, dopo una sfilza infinita di commissari che di fatto gestivano solo l’ordinario per quanto riguarda gli enti intermedi.
Sulla carta nelle 6 province che sono andate al voto per la prima volta con il voto indiretto cioè senza voto popolare ma attraverso il voto dei consiglieri e i Sindaci suddivisi in base alla fascia della popolazione che assumono una pesatura, il cosi detto voto ponderato.
Il centrodestra partiva sulla carta nettamente favorito per avere una schiacciante maggioranza nei territori , la mancata unità ha provocato uno scossone in tutte le 6 province dove si è eletto il nuovo Presidente.
Ad Agrigento una alleanza anomala (Forza Italia-Autonomisti-Pd-M5S) ha sostenuto il candidato Pendolino, Sindaco di Aragona che per un trentennio è stato l’ombra dell’On.Di Mauro, adesso dopo la candidatura alle regionali del 2022 con Italia Viva e Azione, Pendolino è stato la sintesi di una operazione politica che ha spaccato il centrodestra, l’asse (Di Mauto-Gallo-Catanzaro), Autonomisti, Forza Italia e Pd si sono contrapposti al candidato Castellino sostenuto dall’altra parte di centrodestra (Fratelli d’Italia-Dc-Udc-Lega-Noi Moderati).
Il risultato ha visto vincere Pendolino e molto probabilmente ci saranno ripercussioni a livello locale e regionale.
Il consiglio provinciale organo di indirizzo e di controllo ha eletto 12 consiglieri, 11 sono di centrodestra , 3 di Forza Italia, 3 della Dc, 3 degli Autonomisti, 2 dei Fratelli d’Italia e 1 del Pd, anche se di fatto la maggioranza a sostegno di Pendolino è di 7 consiglieri.
Adesso vedremo il prosieguo dopo questo brutto stop del centrodestra regionale e se ci saranno conseguenze politiche nel governo regionale sempre più invischiato in lotte di potere che vanno dalla sanità, alla crisi idrica, ai ritardi del PNRR e le frizioni interne nella maggioranza.
Dall’altro conto vedremo se le ex province potranno rimettersi in moto, 12 anni di commissariamenti hanno lasciato in un limbo l’ente intermedio con ritardi nella gestione politico-amministrativa a partire da scuole, strade provinciali, programmazione turistica e ambientale.
Il dato politico vede rinsaldare l’unione Gallo-Di Mauro e vede un arretramento di Fratelli d’Italia e della Dc , seppur lo scudocrociato di Cuffaro in consiglio provinciale arriva secondo al fotofinish dopo gli azzurri di forza italia ed elegge 3 consiglieri con un risultato straordinario del Sìndaco di Campobello di Licata, Vito Terrana.
Dalle prossime amministrative in programma il prossimo anno si capirà se queste alleanze anomale sono una tantum o c’è un disegno preciso di variabili soprattutto nella coalizione di centrodestra.
Il voto trasversale ha influenzato secondo gli addetti ai lavori pure il risultato negativo per il centrodestra ad Enna e a Trapani, nella prima provincia l’europarlamentare Marco Falcone ha accusato la collega forzista Lantieri di slealtà , mentre a Trapani secondo Tony Scilla, il capogruppo all’Ars, Stefano Pellegrino non ha votato per il candidato ufficiale Lentini ma ha contribuito alla vittoria di Quinci sostenuto dal centrosinistra.
Il processo all’interno del centrodestra è solo iniziato per ora tace il governatore Schifani.
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