Recensione Alien Breed 35th Anniversary: quando la fantascienza arcade torna a mordere
ARCHIVIO ARTICOLI, Gamestation, IN EVIDENZA martedì, settembre 29th, 2026
Un pezzo di storia del videogioco che trova nuova vita su PlayStation 5
Ci sono giochi che appartengono a un’epoca ben precisa, ma che ancora oggi riescono a conservare un fascino particolare. Alien Breed è uno di questi. La storica serie di Team17 torna su PlayStation 5 con una raccolta che celebra i suoi 35 anni di storia e permette di riscoprire una delle saghe più rappresentative dello sparatutto fantascientifico dell’era Amiga.
Avvicinarsi oggi ad Alien Breed significa fare un vero salto nel passato. Non ci troviamo davanti a un remake moderno, né a una produzione che cerca di nascondere la propria età. Al contrario, questa versione mantiene intatta l’identità originale della serie, proponendola a una nuova generazione senza dimenticare chi, invece, l’ha conosciuta tanti anni fa.
Ed è proprio questa la sua forza.
Un’ambientazione che non ha bisogno di presentazioni
Alien Breed prende un immaginario fantascientifico che negli anni è diventato praticamente universale: astronavi, corridoi metallici, laboratori, porte blindate e creature aliene pronte a sbucare dal buio.
La serie non vuole semplicemente mettere il giocatore davanti a una sequenza di sparatorie. C’è una costante sensazione di pericolo, soprattutto quando ci si trova a esplorare ambientazioni apparentemente tranquille, sapendo che dietro il prossimo angolo potrebbe esserci un gruppo di alieni.
È una fantascienza sporca, claustrofobica e molto legata alla cultura videoludica degli anni Novanta.
Un gameplay semplice, ma ancora efficace
Il cuore di Alien Breed rimane il combattimento.
Nei primi episodi ci muoviamo attraverso le strutture spaziali con una visuale dall’alto, esplorando ambienti, cercando oggetti, aprendo porte e affrontando continuamente creature aliene.
La semplicità iniziale nasconde però una buona componente strategica. Le munizioni non sono infinite e bisogna imparare a muoversi nell’ambiente, capire quando combattere e quando invece evitare uno scontro.
È un modo di giocare molto diverso da quello degli sparatutto moderni, dove spesso il giocatore viene guidato continuamente. Qui bisogna osservare, esplorare e, soprattutto, imparare dagli errori.
Il fascino del retro gaming
È proprio qui che Alien Breed 35th Anniversary trova la sua identità.
Giocarlo oggi significa confrontarsi con una filosofia di game design ormai quasi scomparsa. Le mappe non accompagnano il giocatore per mano, la difficoltà può essere severa e alcune situazioni richiedono pazienza.
Ma una volta entrati nella mentalità giusta, il gioco riesce ancora a divertire.
La soddisfazione non arriva soltanto dall’eliminazione dei nemici, ma anche dalla sensazione di aver superato una sezione difficile, trovato una strada nascosta o recuperato una risorsa importante.
Una serie che ha saputo evolversi
La raccolta permette anche di osservare l’evoluzione della saga.
Dai primi episodi bidimensionali si arriva progressivamente a produzioni più ambiziose, fino agli episodi tridimensionali Alien Breed 3D e Alien Breed 3D II: The Killing Grounds.
Questi capitoli sono particolarmente interessanti dal punto di vista storico perché mostrano il tentativo di Team17 di portare la serie verso una nuova dimensione.
Oggi la loro grafica può apparire inevitabilmente datata, ma bisogna guardarli con gli occhi dell’epoca. Allora rappresentavano un importante passo avanti e permettevano di vivere l’universo di Alien Breed con una prospettiva completamente diversa.
Non solo nostalgia
Il rischio di una raccolta retro è quello di vivere esclusivamente di nostalgia.
Alien Breed 35th Anniversary riesce invece a fare qualcosa di più interessante: permette di riscoprire il percorso della serie.
Non abbiamo quindi soltanto un vecchio gioco riproposto su una console moderna, ma una piccola fotografia dell’evoluzione tecnologica e creativa di Team17.
Si parte da un’esperienza arcade essenziale e si arriva progressivamente a una dimensione più complessa, mantenendo sempre al centro l’azione e l’esplorazione.
L’esperienza su PS5
Su PlayStation 5 il fascino dell’operazione è soprattutto legato alla possibilità di giocare comodamente una serie storica su una console moderna.
I controlli risultano più accessibili rispetto all’esperienza originale e le varie opzioni permettono di adattare la resa visiva ai propri gusti.
Per chi ama il look originale, mantenere l’impostazione retrò è probabilmente la scelta più affascinante. Per chi invece vuole un’esperienza più pulita, le possibilità offerte dalla collection permettono di rendere l’esperienza maggiormente adatta agli schermi moderni.
Un piccolo museo del videogioco
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è proprio il valore documentaristico dell’intera raccolta.
Alien Breed 35th Anniversary non rappresenta solamente un modo per rigiocare vecchi titoli, ma anche una possibilità per conoscere una parte importante della storia di Team17 e del videogioco britannico.
Per gli appassionati di retro gaming questo aspetto aumenta notevolmente il valore della produzione.
I difetti
Naturalmente bisogna fare i conti con l’età dei giochi.
Alcune meccaniche oggi possono risultare poco immediate, la difficoltà non è sempre amichevole e i capitoli tridimensionali mostrano inevitabilmente tutti i limiti tecnici della loro generazione.
Chi cerca un moderno sparatutto fantascientifico potrebbe quindi rimanere spiazzato.
Ma sarebbe anche sbagliato giudicare Alien Breed utilizzando esclusivamente i parametri dei videogiochi contemporanei. Questa raccolta nasce proprio per preservare un’esperienza storica e permettere al pubblico di riscoprirla.
Conclusioni
Alien Breed 35th Anniversary è una raccolta che parla soprattutto agli appassionati di videogiochi e a chi vuole riscoprire una serie importante dell’epoca Amiga.
Non è un prodotto che cerca di trasformare il passato in qualcosa che non è mai stato. Al contrario, mantiene intatto il carattere originale della serie, compresi quei difetti che oggi fanno parte del suo fascino.
I primi episodi rimangono quelli capaci di regalare le sensazioni più immediate, grazie a un gameplay semplice, diretto e ancora divertente. Gli episodi 3D hanno invece un valore soprattutto storico e mostrano il percorso di trasformazione della saga.
Alla fine, Alien Breed 35th Anniversary è una macchina del tempo.
È il genere di raccolta che permette di ricordare quanto siano cambiati i videogiochi, ma anche quanto alcune idee semplici possano continuare a funzionare dopo decenni.
Alien Breed non ha bisogno di diventare moderno per essere interessante. Il suo valore sta proprio nell’essere rimasto fedele alle proprie origini.
VOTO: 8/10
Fonte paladinidelvideogioco
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